Politica Estera in Pillole

Politica Estera in Pillole, la rubrica di The Political Corner, diventa bimensile! Pensata per funzionare come una newsletter, la rubrica è curata da due autrici specializzate nelle relazioni internazionali che presenteranno e analizzeranno i principali eventi di politica estera dalle macroaree del mondo. Buona lettura!


12 marzo – 26 marzo 2021


Nord AmericaEuropaSud AmericaAfricaMedio OrienteAsia-Pacifico


NORD AMERICA

USA e la crisi migratoria – 25 marzo

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L’amministrazione Biden si trova ad affrontare una sempre più grave crisi migratoria, la più importante degli ultimi vent’anni secondo quanto dichiarato dal segretario del Dipartimento per la sicurezza interna Mayorkas. La situazione è delicata a causa dell’aumento del numero di minori non accompagnati, costretti a stazionare al confine per più di 72 ore e in condizioni non ottimali. Per far fronte a tale crisi, il Presidente Biden ha posto a capo della gestione della questione il Vicepresidente Kamala Harris. Inoltre, nella prima conferenza ufficiale, tenutasi questo giovedì, ha precisato che non vi è una correlazione fra l’inizio del proprio mandato e l’aumento di migranti ma che, piuttosto, si tratta di un fenomeno con incremento annuale e la cui causa è da ritrovare invece nelle politiche della precedente amministrazione Trump.

Il Canada al fianco di USA ed Europa contro la Russia – 24 marzo

Questo mercoledì, il ministro degli Esteri canadese Marc Garneau ha annunciato la decisione del governo di imporre nuove sanzioni su nove ufficiali russi per sistematiche e gravi violazioni di diritti umani. Tale accusa sarebbe legata alla vicenda Navalny e al trattamento dei cittadini russi coinvolti nelle proteste. In questo modo, il Canada si affianca alle misure precedentemente adottate anche da Unione Europea e Stati Uniti.

Image Credits:  AP/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO, AFP/GIOVANNI ISOLINO

Ennesima sparatoria negli USA: Biden e la vendita di armi – 23 marzo

Image Credits: AP Photo/Elaine Thompson

A pochi giorni dalla strage di Atlanta, dove otto donne asiatiche sono rimaste uccise, gli Stati Uniti sono stati scossi da un altro attacco armato, questa volta a Boulder, in Colorado, con un bilancio finale di dieci vittime. Questi episodi, non nuovi nella storia americana, hanno fatto riemergere la questione della vendita di armi, contro cui si espresso recentemente lo stesso Presidente Joe Biden. Il Presidente ha infatti presentato la proposta di bandire le armi d’assalto non come una scelta politica ma una questione di interesse nazionale, con l’obiettivo di preservare la vita di milioni di cittadini americani.


EUROPA

UE-Cina: Bruxelles commina sanzioni per il trattamento dei Uiguri – 22 marzo

Il 17 marzo, l’Unione Europea ha imposto sanzioni su quattro funzionari cinesi coinvolti nella gestione dei campi di detenzione degli Uiguri nella regione settentrionale cinese dello Xinjiang. I funzionari sono stati accusati di violazione dei diritti umani e abusi. Pochi giorni dopo, il 22 marzo, hanno seguito l’UE, in quella che è stata descritta come “un’azione coordinata” volta a mandare un messaggio chiaro alla Cina riguardo le violazioni di diritti umani ai danni degli Uiguri, anche Canada, Regno Unito e Stati Uniti. La Cina ha subito risposto, imponendo sanzioni su 10 cittadini europei, tra cui il tedesco Reinhard Butikofer, Presidente della delegazione per le relazioni con la Cina al Parlamento Europeo.

Image Credits: Philip Pacheco/AFP via Getty Images

Olanda: Rutte al suo quarto mandato – 17 marzo

Image Credits: EPA/Bart Maat

Il premier olandese Mark Rutte, in carica dal 2010, guiderà il suo quarto governo di coalizione. Infatti, nelle elezioni legislative, spalmate su tre giorni per evitare assembramenti ai seggi elettorali, il suo partito, il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), ha ottenuto il 21,9% dei voti, contro il 15% del secondo partito, i Democratici 66(D66). Rutte ha già annunciato che probabilmente il governo di coalizione includerà il D66, un partito di matrice progressista filoeuropeo, e il CDA (Appello Cristiano Democratico).

Elezioni regionali in Germania: CDU in crisi – 14 marzo

Il partito della cancelliera Angela Merkel, la CDU (Christlich Demokratische Union), ha subito una battuta d’arresto in due Stati chiave nel corso delle elezioni regionali svoltesi lo scorso 14 marzo. In Baden-Württemberg (capitale Stoccarda) hanno vinto i Verdi, che hanno guadagnato il 32.6% dei seggi, mentre la CDU si è fermata al 24.1%, perdendo quasi 3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni. In Renania-Palatinato (capitale Magonza), la SPD si è confermata primo partito con il 35.7% dei voti, mentre la CDU si è fermata al 27.7%, perdendo il 4% rispetto alle elezioni del 2016. Questi risultati vanno inquadrati nell’ottica delle elezioni federali del prossimo 26 settembre, con Angela Merkel che ha già dichiarato di non volersi ricandidare, e l’opinione pubblica fortemente critica dell’operato della cancelliera nell’annus horribilis della pandemia.

Image Credits: MICHAEL SOHN/POOL/AFP via Getty Images

SUD AMERICA

Messico e la crisi migratoria: truppe inviate al confine con il Guatemala – 22 marzo

Image Credits: AP Photo/Marco Ugarte

In seguito alla decisione del Messico di limitare gli spostamenti non necessari fra il Paese e il confinante Guatemala, i media locali hanno comunicato l’invio di forze militari al confine, all’altezza del fiume Suchiate, per contenere l’afflusso di migranti provenienti dall’America Centrale e diretti verso gli Stati Uniti d’America.

Ecuador: dimissioni del ministro della Salute a pochi giorni da inizio mandato – 19 marzo

Lo scandalo vaccini non si ferma in America Latina e questa volta ha portato alle dimissioni del neo-ministro della Salute dell’Ecuador, Rodolfo Fardan, ad appena 19 giorni da inizio mandato. Le dimissioni sono giunte in concomitanza con il proseguimento dell’investigazione di diversi procuratori riguardo alla somministrazione di vaccini a individui al di fuori di tempistiche e categorie stabilite per la campagna vaccinale nazionale. Le dimissioni di Fardan seguono dunque a quelle del precedente ministro Zevallos, sempre legate allo scandalo vaccini.

Image Credits: REUTERS/Santiago Arcos/File Photo

Bolivia: arrestata l’ex Presidente Anez – 13 marzo

Image Credits: Associated Press

In Bolivia fa molto discutere il recente arresto dell’ex presidente Jeanine Añez con l’accusa di “terrorismo, sedizione e cospirazione“. Añez aveva guidato il Paese in seguito alle dimissioni e durante l’esilio del precedente leader Morales con un governo di centro destra, di cui diversi ormai ex ministri sono stati anch’essi accusati o imprigionati insieme ad Añez: parliamo dell’ex ministro dell’Energia Guzman e del ministro della Giustizia Coimbra. L’ex presidente, che, venuta a conoscenza dell’ordine d’arresto ha twittato “la persecuzione politica è iniziata”, era stata sconfitta alle elezioni dello scorso novembre da Luis Arce, ministro durante il governo Morales. Añez ha ricevuto supporto da diversi manifestanti, che si sono riversati nelle strade delle principali città boliviane nei giorni successivi all’arresto, nonché dai vescovi del Paese, che hanno messo in risalto le falle del sistema giudiziario della Bolivia e l’assenza di garanzie costituzionali e della presunzione di innocenza.


AFRICA

Mozambico: la provincia di Cabo Delgado alle prese con il terrorismo islamista – 25 marzo

Le forze di sicurezza del Mozambico sono intervenute nella città di Palma, nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove miliziani legati all’ISIL avevano lanciato un attacco lo scorso 24 marzo. La ripresa delle violenze nella zona, da tempo obiettivo di attacchi ed attentati terroristici, ha fatto seguito all’annuncio del colosso petrolifero Total di voler riprendere la costruzione di un impianto di gas naturale liquido – il progetto, Mozambique LNG Project, ammonta a circa 20 miliardi di dollari – nel sito concordato, a poca distanza dalla città di Palma. La ripresa delle attività avrebbe fatto seguito ad un periodo di sospensione dovuto alla mancanza delle condizioni di sicurezza necessarie nella zona. La nuova offensiva segue di qualche giorno la notizia, riportata da Save the Children, secondo cui le violenze a Cabo Delgado, intensificatesi lo scorso anno, non avrebbero risparmiato neanche i bambini, che sarebbero stati, in molti casi, decapitati dai ribelli jihadisti.

Image Credits: Adrien Barbier/AFP via Getty Images

Tanzania: Samia Suhulu Hassan è la prima donna Presidente – 19 marzo

Image Credits: REUTERS/Stringer/File Photo

Samia Suhulu Hassan è diventata la prima donna Presidente della Tanzania, dopo la morte del suo predecessore John Magafuli, che nell’ottobre 2020 era stato eletto per un secondo mandato. Secondo la Costituzione tanzaniana, Hassan dovrà portare a termine il mandato di 5 anni iniziato dal defunto Presidente. Già vicepresidente di Magafuli, Hassan è anche la prima Presidente del Paese ad essere nata in Zanzibar, regione semi-autonoma della Tanzania a maggioranza musulmana. Nonostante ci si aspetti una certa continuità con le politiche del suo predecessore, è ancora in dubbio se Hassan avrà la stessa attitudine riguardo la pandemia di Covid-19 e la repressione delle libertà fondamentali. Magafuli, dopo essere stato eletto, aveva infatti limitato la libertà di espressione e di associazione nel Paese e aveva assunto un approccio fortemente negazionista nei confronti del Covid-19. Questo approccio aveva portato la Tanzania a non prendere alcuna misura di contenimento del virus, a non partecipare al programma COVAX, a non acquistare forniture vaccinali e a non comunicare i dati dei contagi né a livello nazionale né internazionalmente. In merito a ciò, la causa della morte di Magafuli, ufficialmente dovuta ad un attacco cardiaco, è da molti ritenuta proprio il virus.

Il Tribunale di Milano sul caso ENI-Schell per le tangenti in Nigeria: “il fatto non sussiste” – 17 marzo

Dopo tre anni dall’inizio del processo, le multinazionali Eni e Shell sono state assolte dall’accusa di concorso in corruzione internazionale per il caso tangenti in Nigeria. Al centro delle indagini la concessione del lotto petrolifero “Opl 245“, situato al largo della costa nigeriana, nelle acque del Golfo di Guinea. Secondo l’accusa, ENI e Shell avrebbero pagato più di 1 miliardo di dollari a funzionari governativi nigeriani per ottenere la concessione, facendone la più grossa presunta tangente internazionale mai presentata davanti a un tribunale. Secondo la difesa, accolta dai magistrati milanesi, le due compagnie avrebbero versato il denaro su conti ufficiali nigeriani, e che il successivo trasferimento di 1 miliardo di dollari su conti privati non fosse da imputare alle multinazionali, ignare di tutto. Tutti assolti, dunque, tra cui, in particolare, Paolo Scaroni, Amministratore Delegato di ENI all’epoca dei fatti, Claudio Descalzi, attuale AD di ENI, Malcolm Brinded, all’epoca Executive Director di Shell, e le società stesse. Nel 2018, i due intermediari della presunta tangente, il nigeriano Emeka Obi e l’italiano Gianluca Di Nardo, erano stati condannati in primo grado a quattro anni di reclusione e alla confisca di 94 milioni di dollari per Obi e di 21 milioni di franchi svizzeri per Di Nardo. In seguito alla sentenza del 17 marzo, la procura generale ha chiesto in appello l’assoluzione dei due imputati.

Image Credits: REUTERS

MEDIO ORIENTE

Elezioni in Israele: Netanyahu in difficoltà, nessuna maggioranza – 24 marzo

Image Credits: Adnkronos

Nonostante le elezioni si siano ripetute per la quarta volta nell’arco di due anni, Israele si ritrova ancora in una situazione di incertezza politica. Completato ormai lo spoglio dei voti, il Likud di Netanyahu si conferma primo partito con 30 seggi, ma rimane al di sotto della soglia di maggioranza di 61. Dall’altro lato, il fronte anti-Netanyahu rimane frammentato tra i centristi di Blu e Bianco dell’ex alleato Gantz, i partiti di sinistra e di destra come Nuova Speranza e la Lista Araba Unita, ma vede spiccare fra tutti il partito moderato Yesh Atid, con 17 seggi.

Yemen: proposta di cessate il fuoco dall’Arabia Saudita – 22 marzo

Secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri, il Principe Faisal bin Farhan Al Saud, l’Arabia Saudita avrebbe proposto agli Huthi un cessate il fuoco per sospendere le ostilità nell’intero Yemen e, conseguentemente, ricominciare il processo di negoziazione e permettere anche la riapertura dell’aeroporto gestito dalle forze antigovernative a Sana’a.  “Nulla di nuovo” secondo i ribelli yemeniti, che questo venerdì hanno invece intrapreso un’altra offensiva contro i siti petroliferi gestiti dalla compagnia nazionale saudita Aramco, mentre continuano le tensioni per il controllo sulla città di Marib, l’ultima grande roccaforte governativa nel nord dello Yemen.

Image Credits: Il Fatto Quotidiano

La Turchia si ritira dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne – 20 marzo

Image Credits: Open

La Turchia di Erdoğan non fa più parte della Convenzione di Istanbul del 2011, il trattato del Consiglio d’Europa contro la violenza sulle donne, che prevede per i Paesi parte dell’accordo l’adozione di leggi che favoriscano l’impunità di crimini come violenza domestica, violenza sessuale nel matrimonio e mutilazione genitale femminile.


ASIA-PACIFICO

India-Pakistan: possibile détente tra i due Paesi – 24 marzo

Nuova Delhi e Islamabad sembrerebbero aver intrapreso un percorso di riavvicinamento, volto all’instaurazione di relazioni amichevoli tra i due Paesi confinanti. Già il 25 febbraio scorso India e Pakistan avevano deciso di osservare strettamente un accordo di cessate il fuoco in vigore dal 2003 nel territorio conteso del Kashmir, che aveva fatto presagire una possibile riconciliazione. Inoltre, sia il PM pakistano Imran Khan che il PM indiano Narendra Modi hanno dichiarato di voler instaurare “relazioni cordiali” e “seppellire il passato”. Tra l’altro, si sono tenute a Nuova Delhi (23-25 marzo) delle trattative riguardanti i diritti di sfruttamento delle acque del fiume Indo. Apparentemente, dietro l’avvicinamento tra i due Paesi ci sarebbero gli Emirati Arabi Uniti.

Image Credits: Narinder NANU / AFP

Corea del Nord: test missilistici in corso – 25 marzo

Image Credits: KCNA/via REUTERS

Il Giappone, la Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno riportato il lancio di due missili balistici provenienti dalla Corea del Nord nel Mar del Giappone. L’annuncio segue di un giorno altri due lanci, questa volta di missili da crociera, sempre provenienti da Pyongyang. Il Primo Ministro giapponese Yoshihide Suga ha affermato: “il lancio […] rappresenta una minaccia alla pace e alla stabilità del Giappone e della regione, e viola le risoluzioni dell’ONU“. Infatti, il lancio di missili balistici è vietato da risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Il QUAD si riunisce: sul tavolo vaccini e Cina – 12 marzo

Il QUAD (Quadrilateral Security Dialogue), di cui fanno parte Australia, Giappone, India e USA, si è riunito lo scorso 12 marzo. L’incontro virtuale è il primo a cui partecipa il nuovo Presidente USA Joe Biden, che ha fin da subito dichiarato di voler “ricostruire il QUAD“. Il quadro strategico identificato dalla riunione, nonostante le critiche di Pechino, secondo cui il QUAD non è che uno strumento chiaramente anti-cinese, sembrerebbe tuttavia avere come obiettivo offrire una valida alternativa alla sempre maggiore egemonia cinese nella regione, puntando tutto sulla possibilità per gli altri partner regionali di scegliere tra le due superpotenze in un’ottica competitiva e non oppositiva. In particolare, dal QUAD è emerso un piano strategico trans-pacifico riguardante le forniture vaccinali, al fine di migliorare la situazione sanitaria nella regione. Inoltre, il piano di lavoro comprenderebbe una maggiore cooperazione nell’ambito della crisi climatica e dello sviluppo sostenibile.

Image Credits: REUTERS/Tom Brenner

Angela Venditti

Nata a Foggia nel 1999, nutre un profondo interesse per le relazioni internazionali, la cooperazione allo sviluppo e la geopolitica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche nell’estate 2020, ed è attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Complice la partecipazione al progetto Erasmus all’Institut d’Études Politiques SciencesPo Paris, ha potuto approfondire tematiche legate al continente africano, diventato fonte di interessanti spunti e ricerche. È amante della letteratura francese e delle lingue, ed è grande appassionata di F1. View more articles.

Valeria Pia Soricelli


Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

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