Politica Estera in Pillole

Politica Estera in Pillole è la nuova rubrica settimanale di The Political Corner. Pensata per funzionare come una newsletter, la rubrica è curata da due autrici specializzate nelle relazioni internazionali che, ogni venerdì, presenteranno e analizzeranno i principali eventi di politica estera dalle macroaree del mondo. Buona lettura!


20 febbraio – 26 febbraio 2021


Nord AmericaEuropaSud AmericaAfricaMedio OrienteAsia-Pacifico


NORD AMERICA

Dialogo Biden-re Salman su Yemen e diritti umani – 25 febbraio

Image Credits: AP Photo/Hassan Ammar

 

Questo giovedì ha avuto luogo il primo dialogo fra il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz al Saud. È stato oggetto di confronto l’attenzione statunitense verso il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto e, a tal proposito, Biden ha espresso approvazione per il rilascio di diversi attivisti, tra cui Loujain al-Hathloul. Inoltre, il presidente statunitense ha riconfermato l’impegno del proprio Paese nel difendere Riyad dall’influenza e da potenziali attacchi dell’Iran, nonché invitato allo sforzo congiunto per la risoluzione del conflitto in Yemen.

Gli USA rispondono all’attacco in Siria: prima azione militare di Biden – 26 febbraio

Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha recentemente autorizzato la prima azione militare dall’inizio del suo mandato, in risposta al recente attacco missilistico contro la base militare di Erbil. Biden ha quindi dato l’ok per un raid aereo nella zona orientale della Siria, al confine con l’Iraq, risultato nella distruzione di strutture utilizzate da milizie supportate dall’Iran e nell’uccisione di 22 combattenti pro-Teheran.

Image Credits: ANSA/DOD/US AIR FORCE/SGT. SHAWN NICKEL

EUROPA

Caos in Armenia: PM Pashinyan sotto pressione – 25 febbraio

Il Primo Ministro armeno, Nikol Pashinyan, ha accusato l’esercito di aver tentato un colpo di Stato, dopo che gli apparati militari avevano richiesto le pronte dimissioni del PM. Infatti, lo stato maggiore dell’esercito armeno e altri alti funzionari militari avevano pubblicato una dichiarazione, scrivendo: “la gestione inefficace delle attuali autorità e i gravi errori in politica estera hanno portato il Paese sull’orlo del collasso”. Il riferimento è al conflitto in Nagorno-Karabakh, conclusosi lo scorso novembre con la firma di un accordo con l’Azerbaigian, che prevede la perdita di ogni controllo armeno sulla regione contesa. Questa soluzione di compromesso aveva già scatenato numerose proteste popolari contro il PM. In seguito alla richiesta dell’esercito, Pashinyan ha rimosso il capo di Stato maggiore dell’esercito, Onnik Gasparyan, invitando i militari a non intromettersi nella vita politica del Paese. Successivamente, è sceso in piazza, radunando attorno a sé i suoi sostenitori; in risposta, anche i suoi oppositori hanno organizzato manifestazioni di protesta, al grido di “Nikol, dimettiti“. La comunità internazionale, e la Russia in primis, si è detta preoccupata della situazione di tensione crescente nel Paese, e, in particolare, del sempre maggiore intervento dell’esercito nella vita pubblica, inedito nell’area ex sovietica.

Image Credits: REUTERS/Artem Mikryukov

Proteste in Georgia dopo arresto del candidato dell’opposizione Melia – 23 febbraio

Image Credits: AP

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza nella capitale georgiana, Tbilisi, a causa dell’arresto di Nika Melia, leader del maggiore partito di opposizione della Georgia, il Movimento Nazionale Unito (ENM). L’arresto segue la decisione del Tribunale di Tbilisi, davanti al quale Melia è accusato di aver incitato alla violenza nel corso delle proteste del giugno 2019, quando i manifestanti avevano tentato di assaltare il Parlamento, dove un deputato russo stava tenendo un discorso. Il Parlamento georgiano ha sospeso lo status di deputato di Melia, consentendo all’accusa di chiedere il suo arresto. La detenzione di Nika Melia segue di qualche giorno le dimissioni del PM georgiano Giorgi Gakharia, che si è detto in disaccordo con la decisione del Tribunale di arrestare il leader dell’opposizione, ritenendo che una tale delibera avrebbe esacerbato le divisioni e la polarizzazione nel Paese. La decisione ha ulteriormente alimentato le proteste e l’opposizione, che chiede un rapido ritorno alle urne e la liberazione di tutti gli oppositori politici. La Georgia è in una situazione di crisi politica da ottobre, quando i risultati delle elezioni parlamentari avevano scatenato la reazione dell’opposizione, che aveva denunciato ampie violazioni e frodi.

Spagna: continuano le proteste per l’arresto del rapper Pablo Hasél – 20 febbraio

L’arresto del rapper spagnolo Pablo Hasél, condannato a nove mesi di carcere per aver insultato la monarchia spagnola e glorificato il terrorismo nei suoi testi, ha spinto centinaia di cittadini a scendere in piazza. Le proteste, che hanno come obiettivo la difesa della libertà di espressione, si sono trasformate in diverse città in manifestazioni violente e in duri scontri contro le forze di polizia. Il premier Pedro Sanchez si era già espresso sulla questione, condannando ogni forma di violenza, considerata un “attacco alla democrazia”. Le manifestazioni puntano alla riforma della legge sulla libertà di espressione, ritenuta da molti una “legge bavaglio“.

Image Credits: REUTERS

SUD AMERICA

Il Venezuela espelle il capo delegazione UE – 24 febbraio

Image Credits: EPA/Rayner Peña

Questo mercoledì, il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreaza ha annunciato la decisione del Presidente Maduro di espellere il capo della delegazione dell’Unione Europea presso Caracas, Isabel Brilhante, classificata come “persona non grata”. L’espulsione di Brilhante è la risposta di Maduro alle recenti sanzioni imposte dall’Unione Europea contro 19 funzionari venezuelani, con l’accusa di “ostacolare il diritto al voto dell’opposizione” e aver commesso “serie violazioni di diritti umani”, in particolare in riferimento alla vittoria della maggioranza di Maduro alle elezioni legislative di dicembre 2020.

Rivolte nelle carceri dell’Ecuador, diverse vittime – 23 febbraio

Secondo quanto dichiarato dalle forze di polizia ecuadoriane, violente rivolte hanno interessato tre diverse prigioni del Paese, rispettivamente nelle città di Guayaquil, Cuenca e Latacunga, causando almeno 79 vittime. Si sarebbe trattato di scontri tra prigionieri appartenenti a gang rivali e scoppiati questo lunedì in seguito al tentativo dei detenuti di prendere in ostaggio una guardia carceraria.

Image Credits: EPA/Robert Puglla

 

Lo scandalo vaccini si estende all’Argentina – 20 febbraio

Image Credits: Afp

In seguito alle dimissioni di due ministri peruviani, lo scandalo vaccini giunge anche in Argentina con le dimissioni presentate dal ministro della Salute Gines Gonzalez Garcia questo venerdì. Anche in questo caso, lo scandalo riguarderebbe la somministrazione anticipata dei vaccini e sarebbe emerso in seguito a dichiarazioni di un giornalista argentino, che avrebbe ammesso di aver avuto accesso al vaccino dopo aver parlato con il ministro.


AFRICA

Agguato a convoglio ONU in RDC: ucciso l’ambasciatore italiano Attanasio – 22 febbraio

Lo scorso lunedì, l’ambasciatore italiano in Repubblica Democratica del Congo, Luca Attanasio, un carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, e l’autista che guidava il veicolo sul quale i due si trovavano, il congolese Mustapha Milambo, sono stati uccisi in quello che — secondo le più recenti informazioni — sembra essere stato un agguato di un gruppo di milizie armate operanti nella regione del Nord Kivu, nord-est della RDC. Il convoglio ONU sul quale viaggiavano era diretto verso la città di Rutshuru, situata sulla direttrice stradale Goma-Butembo, nei pressi della quale la delegazione avrebbe dovuto visitare un progetto di alimentazione scolastica del World Food Program (WFP). La strada, che era stata in precedenza considerata sicura, attraversa il parco del Virunga, situato nei pressi nel confine della RDC con il Ruanda e l’Uganda, e spesso sede di attacchi da parte di milizie armate, che, secondo i più recenti rapporti, ammontano a circa centoventi operanti nel nord-est del Paese. Il convoglio viaggiava senza scorta. Sebbene la dinamica dell’attacco non sia ancora chiara — pare, tuttavia, che si sia trattato di un tentativo di rapimento a fine di estorsione —, il Ministro dell’Interno congolese ha dichiarato che l’agguato era stato organizzato dalle FDLR (Forces Démocratiques de Libération du Rwanda), milizia a maggioranza Hutu costituitasi in seguito al genocidio del Ruanda. Le FDLR hanno tuttavia negato ogni coinvolgimento. Un altro gruppo armato consistente nell’area è quello delle ADF (Allied Democratic Forces), nate negli anni ’90 con l’obiettivo di rovesciare il regime di Yoweri Museveni nella vicina Uganda, che da anni organizzano rappresaglie contro le comunità locali e le missioni ONU, e che — a quanto pare — operano in congiunzione con lo Stato Islamico (Islamic State in Central African Province). I ROS si sono recati in RDC per indagare sull’accaduto, mentre il WFP ha comunicato che l’ONU condurrà un’ “approfondita verifica dei fatti”.

Image Credits: EPA/STR via Ansa

Presidenziali in Niger: secondo turno vinto da Mohamed Bazoum – 23 febbraio

Image Credits: Issouf SANOGO/AFP

In Niger si è svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali, avvenute il 27 dicembre scorso. Il ballottaggio è stato vinto da Mohamed Bazoum, che si è aggiudicato il 56% delle preferenze, mentre lo sfidante, l’ex Presidente Mahamane Ousmane, ha ottenuto il 44% dei voti. In seguito alla certificazione dei risultati, Ousmane ha denunciato frodi elettorali in numerose località del Paese, mentre nella capitale, Niamey, i suoi sostenitori sono stati coinvolti in duri scontri contro la polizia. Tuttavia, la Commission Électorale Nationale Indépendente (CENI) e gli osservatori esterni dell’ECOWAS non hanno rimarcato irregolarità nelle elezioni. Queste elezioni sono state considerate la prima vera transizione democratica del Paese.

Libia: tentato assassinio del Ministro dell’Interno Bashagha – 21 febbraio

Il Ministro dell’Interno del GNA (Governo di Accordo Nazionale), Fathi Bashagha, è sopravvissuto a un tentativo di assassinio, mentre viaggiava su un convoglio diretto a Tripoli. Bashagha stava tornando da una visita al Presidente della società petrolifera nazionale (NOC), quando un’auto blindata ha aperto il fuoco contro la sua delegazione. Sebbene il movente sia ancora sconosciuto, i quattro responsabili, di cui uno è stato ucciso, uno ferito e gli atri due arrestati, sono stati identificati. Il GNA, di cui Bashagha fa parte, sarà presto sostituito dal nuovo governo ad interim nominato durante il Forum sul dialogo politico libico tenutosi a Ginevra.

Image Credits: MAHMUD TURKIA/AFP via Getty Images

MEDIO ORIENTE

Accordo Iran-AIEA sul nucleare, opposizione del Parlamento – 22 febbraio

Image Credits: AP Photo/Ronald Zak

Il dialogo fra Teheran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) dell’ONU di questa domenica ha portato alla firma di un accordo, definito dal direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi come un’ “intesa tecnica bilaterale temporanea” che permetterebbe all’agenzia ONU di proseguire l’attività di ispezione e verifica sulle attività nucleari iraniane per altri tre mesi, ma in modo significativamente ridotto. Questo accordo segue all’annuncio delle autorità iraniane della sospensione del Protocollo aggiuntivo del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), confermata dalla legge entrata in vigore questo martedì. Nel frattempo, il Parlamento iraniano, in profondo disaccordo con il Presidente Rouhani e il raggiungimento dell’intesa con l’AIEA, ha approvato con un’ampia maggioranza il ricorso contro il recente accordo, in quanto in violazione di una legge entrata in vigore a dicembre, e una mozione contro il presidente iraniano, da perseguire legalmente per l’implementazione di tale accordo.

Vaccini di Israele all’estero: bloccato il piano di Netanyahu – 25 febbraio

Questo mercoledì, Benjamin Netanyahu aveva annunciato un piano di “diplomazia vaccinale”, secondo il quale Israele avrebbe esportato dosi in eccesso di vaccino anti-Covid a 19 Paesi alleati. Tuttavia, questo giovedì il ministro della Difesa Gantz ha bloccato l’implementazione del piano, fortemente criticato anche dal ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Maliki, che lo ha definito “ricatto politico e atto immorale”.

Image Credits: MIRIAM ALSTER/POOL/AFP via Getty Images

Distensione Iran-Sud Corea: sblocco di circa 10 miliardi di fondi iraniani – 22 febbraio

Image Credits: EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Le tensioni fra Iran e Sud Corea, che avevano portato al sequestro da parte di Teheran di una petroliera sudcoreana nel Golfo Persico lo scorso gennaio, sembrano gradualmente attenuarsi. La Banca centrale iraniana ha infatti riportato la decisione del governo sudcoreano, come dichiarato dall’ambasciatore in un meeting, di sbloccare circa 10 miliardi di fondi iraniani.


ASIA-PACIFICO

India-Pakistan: accordo di cessate il fuoco lungo il confine della zona contesa del Kashmir – 25 febbraio

Gli eserciti di India e Pakistan hanno concordato di indire una tregua lungo il confine conteso tra le aree di controllo pachistane e indiane della regione del Kashmir. I direttori generali delle operazioni militari hanno infatti deciso di osservare strettamente l’accordo di cessate il fuoco tra i due Paesi, che — in teoria — è in vigore dal 2003. Tuttavia, questo accordo è stato in numerose occasioni violato sia dalle truppe indiane che da quelle pachistane, causando profonda instabilità nella regione e numerose casualità, sia civili che militari.

Image Credits: Al Jazeera

La Malesia rimpatria più di 1000 cittadini birmani – 23 febbraio

Image Credits: AFP

La Malesia ha rimpatriato in Birmania 1086 cittadini residenti sul suolo malese. La decisione è stata presa nonostante la richiesta di revisione giudiziaria presentata da Amnesty International e da Asylum Access davanti all’Alta Corte di Kuala Lumpur. Infatti, parrebbe che un numero consistente di questi cittadini in attesa di rimpatrio potesse accedere alla protezione dell’UNHRC in quanto rifugiati, e che molti fossero i bambini con almeno un genitore in Malesia, cosa violerebbe la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, di cui la Malesia fa parte. Il governo malese guidato da Muhyddin Yassin, tuttavia, ha proceduto con la deportazione, sostenendo che tra 1086 persone riportate in Birmania non ci fossero richiedenti asilo né rifugiati appartenenti alla minoranza Rohingya.

Tailandia: governo sopravvive alla mozione di sfiducia – 20 febbraio

Il PM tailandese Prayut Chan-ocha e 9 altri Ministri del suo governo sono sopravvissuti al voto di sfiducia in Parlamento. Il governo era stato accusato di aver gestito male la situazione economica, gravemente impattata dalla pandemia, e la fornitura vaccinale, oltre ad aver abusato dei diritti umani e promosso la corruzione. In più, Prayut era stato criticato per aver usato la monarchia come una sorta di scudo contro le numerose proteste della società civile contro l’operato governativo. In particolare, il riferimento è all’uso estensivo da parte del governo dell’art. 112 del codice penale tailandese, che istituisce il reato di lesa maestà. Infatti, numerosi sono stati gli attivisti e gli oppositori politici che sono stati arrestati sulla base del reato di lesa maestà per aver criticato il governo. Proprio lo scorso mese, l’ex parlamentare Thanathorn Juangroongruangkit era stato arrestato, sulla base di una presunta violazione dell’art. 112 c.p., dopo aver dichiarato che l’approvvigionamento di vaccini da parte del governo contro il Covid-19 era stato “tardivo e inadeguato”.

Image Credits: AP

 

 

About the Authors


Valeria Pia Soricelli

Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

 

Angela Venditti

Nata a Foggia nel 1999, nutre un profondo interesse per le relazioni internazionali, la cooperazione allo sviluppo e la geopolitica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche nell’estate 2020, ed è attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Complice la partecipazione al progetto Erasmus all’Institut d’Études Politiques SciencesPo Paris, ha potuto approfondire tematiche legate al continente africano, diventato fonte di interessanti spunti e ricerche. È amante della letteratura francese e delle lingue, ed è grande appassionata di F1. View more articles.

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