La Spagna Chiude Al Marocco: Il Confine Caldo Di Ceuta

Tra l’iniziale negligenza delle forze dell’ordine di Rabat e il pugno duro della Spagna di Sanchez, lo scorso lunedì migliaia di migranti sono giunti a Ceuta, una delle due enclavi spagnole in Nord Africa insieme a Melilla. Anche quest’ultima è stata successivamente raggiunta da circa 85 persone provenienti dal Marocco. Non si è fatta attendere la rigorosa risposta della Spagna, che ha provveduto al rimpatrio di gran parte dei migranti. La gestione di queste frontiere “calde” del Nord Africa è quindi diventata per l’Europa un nuovo nodo della questione migratoria.

La crisi migratoria e la risposta spagnola

Tra il 16 e il 17 maggio oltre ottomila migranti hanno raggiunto Ceuta via mare, a nuoto o con barche, o via terra, riuscendo a oltrepassare facilmente le barriere di separazione grazie a un varco lasciato aperto dalle forze marocchine di frontiera.

Image Credits: ANSA

Di fronte a questa crisi migratoria, descritta da El País come la più grande dall’inizio del mandato del Primo Ministro spagnolo Sanchez, quest’ultimo ha adottato un approccio particolarmente rigido. Il leader socialista ha infatti riferito in Parlamento di aver fatto rimpatriare più di 4.800 cittadini marocchini entrati illegalmente in territorio spagnolo e di aver dispiegato più forze militari a Ceuta. Il Primo Ministro ha poi aggiunto di essere determinato a «difendere l’integrità territoriale, la pace, la sicurezza e i confini [del Paese]», sottolineando che «il confine con Ceuta rappresenta non solo il confine tra Spagna e Marocco, ma anche un confine europeo».

Le tensioni Spagna-Marocco

La pressione diplomatica esercitata dalla Spagna – e dall’UE – sul Marocco e l’iniziale mancanza di controlli delle forze frontaliere marocchine inaspriscono le tensioni fra i due Paesi, che, tuttavia, sembrano avere radici più profonde. La frattura risalirebbe, in particolare, alla decisione della Spagna di offrire assistenza medica a Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, movimento politico che si batte per il diritto all’autodeterminazione e l’indipendenza del Sahara Occidentale, territorio conteso con Rabat. Da aggiungere a questo motivo di tensione anche la contesa sovranità territoriale sulle stesse Ceuta e Melilla, la cui origine spagnola risale tuttavia a ben prima dell’indipendenza del Marocco del 1956. Infine, nell’iniziale negligenza delle forze marocchine al confine vi potrebbe essere, secondo alcuni giornali spagnoli, un tentativo di fare leva su Madrid per ricevere più denaro in cambio di cooperazione nella gestione della questione migratoria, secondo quanto sancito in un accordo fra i due Paesi.

Image Credits: LIMES/Carta di Laura Canali

La posizione dell’UE

È evidente che, come sottolineato dallo stesso Sanchez, la crisi di Ceuta non sia solo una preoccupazione spagnola, ma europea. A tal proposito, le dichiarazioni di Bruxelles sembrano chiare. L’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Josep Borrell, e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno manifestato la solidarietà e il sostegno dell’UE nei confronti di Ceuta e della Spagna. Più incisive le affermazioni della vice Presidente della Commissione, Margaritis Schinas, che ha dichiarato: «L’Europa non si lascerà intimidire da nessuno sulla questione della migrazione. L’Europa non cederà al ricatto dei paesi che strumentalizzano la migrazione».

Se è evidente, dunque, che la vicenda di Ceuta abbia di nuovo gettato luce sul tema dell’immigrazione, vi è per il momento solo la speranza che la questione entri concretamente e seriamente nell’agenda europea.

Image Credits: JAVIER BAULUZ

About the Author 

Valeria Pia Soricelli


Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

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