15 Minuti Di Gloria E Non Solo

Parafrasando la celebre frase di Warhol, il tempo è divenuto un bene quanto mai prezioso, soprattutto in periodo di pandemia. Viviamo un periodo dove la nostra percezione spazio-temporale risulta essere alterata; non esiste più una netta distinzione fra il tempo libero e quello che dedichiamo ai nostri impegni, non riusciamo più a definirlo con precisione, non riusciamo a coglierne l’effettivo peso, ma sappiamo di averne bisogno.

Queste nuove esigenze richiedono sistemi di sviluppo urbano, volti alla sostenibilità e all’ottimizzazione di quella che è l’organizzazione socio-economica, in un’ottica di estrema flessibilità, basso impatto ambientale ed efficienza complessiva. Ma se vi dicessi che è possibile vivere in città dove tutto è raggiungibile in 15 minuti, voi ci credereste?

Nel 2016 Carlos Moreno, un professore della Sorbonne Université, propose il primo modello di “15-minute city”, una delle prime forme di chrono-urbanismo. Moreno delineava una città in cui ogni persona avesse a disposizione sei funzioni essenziali alla propria vita all’interno di un intervallo temporale di 15 minuti, percorsi a piedi o in bicicletta. Fra gli aspetti fondamentali vi erano le possibilità abitative, di lavoro e di acquisto, unitariamente a sistemi di cura, educazione ed intrattenimento, il tutto raggiungibile in un lasso di tempo molto breve. Questo modello di organizzazione urbana fonda le sue radici su un corretto bilanciamento di componenti demografiche (densità e diversità) e strutturali (prossimità e grado di digitalizzazione), attraverso il quale passa l’abbattimento del cosiddetto commuting time.

A questo punto verrebbe da chiedersi se tutto questo sia davvero realizzabile o se rappresenti perlopiù un assestamento della produzione letteraria di Asimov: diversi esempi propendono per la prima ipotesi.

Come punto cardine della sua campagna elettorale per le elezioni amministrative di Parigi del 2020, il candidato sindaco Anne Hidalgo propose quest’idea di 15-minute city per la traiettoria di sviluppo urbano della capitale francese. Non solo, diversi modelli di chrono-urbanismo sono stati proposti per città quali Shangai, Melbourne e Madrid, solo per citarne alcuni. E in Italia? Nel nostro Paese attualmente troviamo la città di Milano, con un piano di sviluppo relativo alle zone circostanti Isola, corso Buenos Aires e via Lazzaretto. Anche la città di Cagliari sta attualmente sperimentando un modello di sviluppo urbano dedicato alla riqualificazione di spazi pubblici in disuso e volto all’implementazione di sistemi alternativi e più efficienti di interazione fra servizi e mobilità urbana.

L’idea è affascinante e nella sua ricchezza lascia folgorati, ma non è priva di criticità.

Per poter valutare l’effettivo impatto di una pianificazione del genere occorre tener conto delle caratteristiche socio-economiche che ogni città porta con sé. L’idea di base di questo modello, infatti, è quella dell’accessibilità piena ed agile di elementi essenziali per la vita delle persone; una traiettoria di sviluppo urbano che permetta a tutti di avere un approccio alla vita più sostenibile.

Tuttavia, non tutte le città trarrebbero beneficio da questo modello di urbanistica, soffrendo di problematiche endogene dovute allo shock che una rivoluzione di questo tipo apporta all’ambiente urbano. Numerosi quartieri, infatti, potrebbero soffrire, ad esempio, di forti oscillazioni del mercato immobiliare e del costo della vita. Il risultato sarebbe totalmente controproducente e contrario all’idea originale proposta da Moreno; la realtà favorirebbe fenomeni di gentrificazione e di prevaricazione sociale, aumentando le disuguaglianze e la disparità fra persone.

Lo sviluppo urbano del futuro sarà molto importante e idee come questa potranno permettere una migliore sostenibilità nella vita delle città, unitariamente ad un minore impatto dell’uomo sull’ambiente.

Per far sì che tutto si realizzi occorre prendere gli aspetti positivi e, allo stesso tempo, lavorare sulle criticità intrinseche, trasformando gli spazi urbani in vere realtà inclusive ed accessibili a tutti, in modo tale che tutto ciò non rimanga soltanto un articolo sulle colonne del Political Corner.

(Featured Image Credits: Canva)

About the Author


Francesco Lelli

Nato a Rieti nel 1991, è appassionato di Economia e Scienze Sociali. Attualmente è PhD student presso il Gran Sasso Science Institute (GSSI) in Regional Science and Economic Geography, dove si occupa di studi relativi all’economia applicata a contesti territoriali. Ama la musica e qualsiasi forma di espressione. View more articles. 

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