Politica Estera in Pillole

Politica Estera in Pillole, la rubrica di The Political Corner, diventa bimensile! Pensata per funzionare come una newsletter, la rubrica è curata da due autrici specializzate nelle relazioni internazionali che presenteranno e analizzeranno i principali eventi di politica estera dalle macroaree del mondo. Buona lettura!


10 aprile – 23 aprile 2021


Nord AmericaEuropaSud AmericaAfricaMedio OrienteAsia-Pacifico


NORD AMERICA

Biden: primo presidente USA a riconoscere genocidio armeno – 22 aprile

Image Credits: ANSA/SIR

Secondo il New York Times, Joe Biden sarebbe intenzionato a riconoscere il genocidio degli Armeni in occasione della commemorazione di questo sabato 24 aprile. Sarebbe quindi il primo presidente degli Stati Uniti a esprimersi in modo inequivocabile sulla vicenda, se non altro già in un clima di particolare tensione con la Turchia di Erdogan.  

Il Nord America sul clima: il piano di Biden e Trudeau –  22 aprile

In occasione dell’Earth Day Summit, Canada e Stati Uniti si sono espressi chiaramente sui propri piani in materia di ambiente e sostenibilità. Il presidente statunitense Joe Biden, promotore del summit, si è impegnato a ridurre di più della metà le emissioni da combustibili entro la fine del decennio, nel tentativo di far finalmente fronte alla “minaccia esistenziale” che è il cambiamento climatico. Dall’altro lato, il premier canadese Justin Trudeau ha affiancato il leader statunitense, progettando allo stesso modo un taglio di emissioni di circa 40-45% nello stesso arco di tempo.

Image Credits: Drago-Pool/Getty Images

Omicidio di George Floyd: condannato l’ex-agente Chauvin – 20 aprile

Image Credits: REUTERS

Questo mercoledì l’ex-agente Derek Chauvin, accusato di omicidio colposo e di secondo e terzo grado per la morte di George Floyd, è stato condannato per tutti i capi d’accusa indicati. Il verdetto, raggiunto da una giuria di Minneapolis, segna il termine di un processo dalla straordinaria copertura mediatica e durato circa 3 settimane. La pena da scontare sarà annunciata tra otto settimane.  


EUROPA

La Russia ritira le truppe dal confine ucraino – 23 aprile

Mosca ha recentemente annunciato di voler ritirare le proprie truppe dal confine ucraino, ponendo fine a settimane di tensioni tra i due Paesi. In particolare, l’Ucraina aveva accusato la Russia di voler provocare l’inizio di nuove ostilità, date le decine di migliaia di truppe spiegate al confine occidentale russo con l’Ucraina e in Crimea, annessa alla Russia nel 2014. Mosca aveva risposto a tali accuse affermando che l’invio di nuove truppe aveva uno scopo “difensivo”, dovuto ai nuovi scontri nelle aree più orientali dell’Ucraina. Il Ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha affermato, in risposta all’annuncio russo, che “se la Russia ritirerà davvero dal confine con l’Ucraina l’enorme forza militare lì dispiegata, questo allenterà le tensioni”. 

Image Credits: REUTERS/Vladimir Lavrov

Praga espelle 18 diplomatici russi in Repubblica Ceca – 17 aprile

Image Credits: Maxim Shemetov/Reuters

La Repubblica Ceca ha annunciato l’espulsione di 18 diplomatici russi dal Paese, dopo averli identificati come spie coinvolte nell’esplosione di un deposito di munizioni nella città di Vrbetice nell’ottobre del 2014. In risposta, Mosca ha espulso 20 esponenti della diplomazia ceca.

Danimarca: nuove proteste per il rimpatrio dei rifugiati siriani — 12 aprile

La decisione danese di non rinnovare i permessi di soggiorno ai rifugiati siriani, presa sulla base del fatto che “l’attuale situazione a Damasco non è più così grave da giustificare l’emissione o il rinnovo di un permesso di soggiorno”, è di nuovo al centro di controversie. Le polemiche si sono riaccese dopo l’apparizione sulla tv nazionale della diciannovenne Aya Abu-Daher, rifugiata siriana in procinto di diplomarsi in un liceo danese, che chiedeva cosa “avesse fatto di male”.

Image Credits: REUTERS/Sergey Polezhaka

SUD AMERICA

Fine dell’era Castro a Cuba – 19 aprile

Image Credits: Ariel Ley Royero/ACN via Reuters

Questo lunedì ha segnato la fine di un’epoca storica per Cuba, ovvero la conclusione dell’era Castro. Con le dimissioni di Raul Castro, fratello di Fidel, dal ruolo di leader del Partito comunista, per la prima volta in 62 anni, quindi dal rovesciamento della dittatura di Fulgencio Batista nel 1959, Cuba non sarà guidata da un Castro. A sostituirlo sarà Miguel Díaz-Canel, nominato primo segretario del Partito comunista e nuovo leader del Paese.

Haiti: dimissioni del primo ministro – 14 aprile

Il premier haitiano Joseph Jouthe, in carica dal marzo 2020, ha presentato le proprie dimissioni, peraltro non accompagnate da motivazioni ufficiali. Un nuovo primo ministro sarebbe stato subito dopo nominato da Jovenel Moise, presidente di Haiti, che sta recentemente affrontando un importante aumento di attività criminali, tra cui uccisioni e rapimenti, nonché una significativa crisi politica. Il più recente di questi episodi criminali risale al 10 aprile, giorno in cui sette membri del clero haitiano sono stati rapiti in cambio di un riscatto per un valore di 1 milione di dollari.  

Image Credits:  AP Photo / Dieu Nalio Chery

Ecuador: Lasso è il nuovo presidente – 12 aprile

Image Credits: Il Fatto Quotidiano

Il sofferto iter elettorale per la designazione del nuovo presidente dell’Ecuador è giunto a una conclusione. Il candidato di destra ed ex-banchiere Guillermo Lasso ha infatti sorprendentemente sconfitto al ballottaggio l’avversario Arauz, che vantava al primo turno il 32,44% dei voti. Lasso, che, secondo quanto dichiarato dal Consiglio elettorale nazionale, ha conquistato circa il 52,5% del 97% dei voti conteggiati, ha subito dopo accettato pubblicamente la “sfida” di governare il Paese e promesso un cambio di rotta politico.


AFRICA

Namibia: gruppi ambientalisti e ONG contro trivellazioni petrolifere – 22 aprile

Continuano le proteste in Namibia contro le trivellazioni petrolifere nel bacino dell’Okavango, la cui peculiarità è che non sfocia in mare né in un altro fiume, bensì in un’area del deserto del Kalahari, chiamata “delta dell’Okavango”. L’opposizione alle trivellazioni deriva dall’impatto ambientale che queste potrebbero avere sull’ecosistema unico e la biodiversità del bacino dell’Okavango, che ospita specie a rischio di estinzione ed è centrale per l’approvvigionamento acquifero del deserto del Kalahari.

Image Credits: Lisa Ossenbrink/Al Jazeera

Ciad: muore al fronte il neoeletto Presidente Idriss Déby – 20 aprile

Image Credits: Marco LONGARI / AFP)

Il Presidente ciadiano Déby, recentemente riconfermato alle elezioni dell’11 aprile scorso, è stato ucciso mentre era in visita alle truppe ciadiane impegnate a confrontare il FACT (Front pour l’alternance et la concorde au Tchad), gruppo ribelle stanziato nelle province settentrionali del Paese, al confine con la Libia. In particolare, lo stesso giorno delle elezioni presidenziali, l’11 aprile, il FACT aveva lanciato un’offensiva nelle province settentrionali di Tibesti e Kanem, affermando successivamente di aver “liberato” la regione di Kanem. Secondo gli ultimi aggiornamenti, Déby sarebbe morto sul campo di battaglia durante uno scontro con i ribelli. La situazione in Ciad è al momento tesa. Il figlio di Idriss Déby, il generale Mahamat Idriss Déby ha preso la guida di un eccezionale Governo di transizione a guida militare, contravvenendo alle disposizioni costituzionali, secondo cui, in caso di morte o dimissioni del Presidente, lo speaker del Parlamento avrebbe dovuto guidare la transizione verso nuove elezioni.

Osservatorio elettorale: voto in Benin e Capo Verde – 11 aprile, 18 aprile

L’11 aprile scorso si sono svolte le elezioni presidenziali in Benin, che hanno confermato il Presidente uscente Patrice Talon alla guida del Paese. Talon si è aggiudicato l’86% dei voti, sebbene missioni internazionali presenti sul territorio abbiano segnalato scarsa affluenza alle urne. 

Il 18 aprile anche Capo Verde si è recato alle urne per le elezioni parlamentari, che hanno confermato il partito del PM Ulisses Correia e Silva, il Movimento per la Democrazia, come primo partito del Paese. 

Image Credits: REUTERS/Charle Placide Tossou
Image Credits: Seyllou / AFP

MEDIO ORIENTE

Siria: Assad alle elezioni per il terzo mandato – 21 aprile

Image Credits: EPA/BASSEM TELLAWI

Il presidente siriano Bashar al-Assad concorrerà alle prossime elezioni, previste per il 26 maggio, secondo quanto dichiarato dal portavoce del parlamento Hamouda Sabbagh. Si tratta delle seconde elezioni dallo scoppio della guerra civile, iniziata 10 anni fa. Assad, in carica dalla morte del padre Hafez nel 2000, era stato riconfermato con il 90% dei voti alle elezioni 2014, tenutesi non liberamente e in assenza di un’effettiva concorrenza politica. Tale scenario potrebbe ripetersi a breve, in considerazione dei requisiti richiesti ai candidati: residenza continuata in Siria per almeno 10 anni (a esclusione quindi dei leader dell’opposizione in esilio) e raggiungimento di 35 voti del parlamento siriano, dominato dal partito Baath, di cui Assad è il leader.

Accordo militare Israele-Grecia – 18 aprile

Questa domenica, Israele e Grecia hanno concluso uno storico accordo militare, che, tra l’altro, prevedrebbe la creazione di un centro di addestramento per le forze aeree elleniche per un periodo di circa 22 anni. A supportare materialmente tale centro di addestramento l’Elbit Systems, compagnia per la difesa israeliana, e l’azienda italiana Leonardo, che metterà a disposizione dieci M-346.

Image Credits: ANSA

La NATO lascia l’Afghanistan – 15 aprile

Image Credits: NATO

Il 14 aprile si è tenuta a Bruxelles una riunione fra i Ministri degli Esteri e della Difesa NATO, alla presenza del Segretario di Stato americano Anthony Blinken e del Segretario della Difesa. A seguito di quest’incontro, che aveva in agenda il processo di pace in Afghanistan, è stata annunciata la decisione della NATO di ritirare le truppe dal Paese mediorientale. Si tratta di una “road map”, come definito dal Ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio, che sarà avviata il primo maggio e si concluderà simbolicamente l’11 settembre.


ASIA-PACIFICO

Covid-19 in India: ospedali senza ossigeno – 23 aprile

L’India sta affrontando una drammatica impennata dei casi giornalieri di Covid-19. L’ultimo bollettino certificava 332.730 nuovi casi e 2.263 morti, un record per il Paese. All’emergenza pandemica si è aggiunta l’emergenza sanitaria, con numerosi ospedali che, specialmente nella capitale Nuova Delhi, registrano una carenza di bombole di ossigeno. Al momento, si sta studiando qualora la nuova ondata sia dovuta ad una nuova variante del virus, la B.1.617.

Image Credits: Raj K Raj/Hindustan Times via Getty Images

L’Australia pone fine agli accordi della BRI con la Cina – 22 aprile

Image Credits: AP/PMO

La Ministra degli Esteri australiana, Marise Payne, ha annunciato che il Governo federale australiano ha cancellato due accordi internazionali che la Cina aveva concluso con lo stato di Victoria volti alla costruzione di infrastrutture nell’ambito della Belt and Road Initiative cinese. La base giuridica che ha permesso al Governo di Canberra di annullare questi accordi deriva dall’approvazione di nuove leggi che conferiscono al Governo centrale questo potere nel caso in cui gli accordi violino l’interesse nazionale. La Cina ha subito sottolineato che la mossa australiana avrà “severe conseguenze” e che potrebbe “spingere le relazioni bilaterali già glaciali in un abisso”. 

Iran e Pakistan collaborano per promuovere la sicurezza del confine – 22 aprile

Il Ministro degli Esteri pakistano Shah Mahmood Qureshi è in visita in Iran per promuovere a sicurezza della frontiera tra due Paesi, lunga ben 959 chilometri. La securitizzazione dell’area è una priorità per entrambi i Paesi, dati i commerci illegali di petrolio che interessano la regione e la mancanza di controllo centrale sulle aree di confine, spesso sfruttata da organizzazioni criminali per il traffico di merci ed esseri umani. L’obiettivo dell’incontro è quello di incentivare la cooperazione bilaterale e favorire il commercio. 

Image Credits: EPA-EFE/IRANIAN PRESIDENTIAL OFFICE HANDOUT

Angela Venditti 

Nata a Foggia nel 1999, nutre un profondo interesse per le relazioni internazionali, la cooperazione allo sviluppo e la geopolitica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche nell’estate 2020, ed è attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Complice la partecipazione al progetto Erasmus all’Institut d’Études Politiques SciencesPo Paris, ha potuto approfondire tematiche legate al continente africano, diventato fonte di interessanti spunti e ricerche. È amante della letteratura francese e delle lingue, ed è grande appassionata di F1. View more articles.

Valeria Pia Soricelli

Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

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