Politica Estera in Pillole

Politica Estera in Pillole, la rubrica di The Political Corner, diventa bimensile! Pensata per funzionare come una newsletter, la rubrica è curata da due autrici specializzate nelle relazioni internazionali che presenteranno e analizzeranno i principali eventi di politica estera dalle macroaree del mondo. Buona lettura!


26 marzo – 9 aprile 2021


Nord AmericaEuropaSud AmericaAfricaMedio OrienteAsia-Pacifico


NORD AMERICA

Altre sparatorie negli USA: tempo di agire secondo Biden – 9 aprile

Image Credits: EPA/ETIENNE LAURENT

Ancora due sparatorie negli Stati Uniti d’America e, questa volta, a poche ore di distanza. La prima è avvenuta in South Carolina, vicino a Rock Hill, e tra le vittime due bambini di 9 e 5 anni. La seconda, invece, è avvenuta in Texas, nella città di Bryan, con una vittima e cinque feriti. Diventa sempre più urgente, quindi, affrontare la questione della vendita di armi negli USA, e in merito si è più volte espresso il Presidente Biden. Quest’ultimo, questo giovedì, ha presentato alcune misure esecutive per affrontare il problema delle stragi, definite “un’epidemia” e una “fonte di imbarazzo” per il Paese. Questi provvedimenti non necessiterebbero dell’approvazione del Congresso, verso cui il Presidente ha comunque mosso un appello per uniformare e correggere la normativa in materia di vendita di armi e forse introdurre anche le cosiddette “red flag laws”, leggi che permetterebbero di impedire l’uso e l’acquisto di armi a soggetti che costituiscono un pericolo per la comunità.

Senato USA propone nuove misure anti-Cina – 9 aprile

Il Comitato per le Relazioni Esterne del Senato degli Stati Uniti d’Ameria ha presentato questo venerdì un pacchetto di misure intitolato “Strategic Competition Act of 2021“. Le iniziative comprese in tale atto normativo avrebbero l’obiettivo di limitare l’influenza cinese attraverso la promozione di diritti umani e sicurezza e limitazioni alla disinformazione.

Image Credits: ISPI

EUROPA

Belfast: nuove proteste anti-Brexit – 2 aprile

L’Irlanda del Nord è stata attraversata da una nuova ondata di proteste. Al centro delle manifestazioni l’uscita del Regno Unito dall’UE, contestata, in particolare, dai gruppi unionisti pro-britannici. Infatti, il protocollo per l’Irlanda del Nord previsto nell’accordo per la Brexit, che eviterebbe un hard border con la confinante Irlanda, sposterebbe i controlli per l’arrivo delle merci dalla Gran Bretagna proprio in Irlanda del Nord. Questo, a detta degli unionisti, ostacolerebbe i legami commerciali con la Gran Bretagna. Le violente proteste degli ultimi giorni sono state subito condannate dal Governo di coalizione di Belfast, che include sia i nazionalisti cattolici pro-Irlanda che gli unionisti.

Image Credits: REUTERS/Jason Cairnduff

Francia-Ruanda: “responsabilità pesanti” di Parigi nel genocidio – 26 marzo

Image Credits: AP

Il 26 marzo scorso, è stato pubblicato il rapporto della “Commissione di ricerca sugli archivi francesi relativi al Ruanda e al genocidio dei Tutsi”, incaricata dal Presidente Macron nel 2019 di determinare il coinvolgimento francese nel genocidio del Ruanda. Secondo le conclusioni raggiunte dalla Commissione, la Francia ha “responsabilità pesanti e schiaccianti”, legate, da un lato, al “sostegno ad un regime razzista, corrotto e violento”, quale quello del Presidente Habyarimana, con cui il Presidente Mitterrand aveva stretti rapporti, ma anche all’ “esistenza di pratiche irregolari di amministrazione, di catene di comunicazione e persino di comando parallele”. Inoltre, il rapporto sottolinea l’inadeguatezza della missione francese a mandato ONU “Turquoise”, stabilita tardivamente. Tuttavia, esclusa la complicità francese nel genocidio. Il Governo ruandese e, in particolare, il Presidente Paul Kagame, ha espresso soddisfazione per il “lavoro indipendente svolto dalla Commissione, utile per rilanciare i rapporti con il Governo francese”.


SUD AMERICA

Tensioni confine Colombia-Venezuela: Caracas crea unità militare speciale – 5 aprile

Il confine tra Venezuela e Colombia, precisamente tra lo Stato venezuelano di Apure e del dipartimento colombiano di Arauca, è stato recentemente interessato da una serie di episodi di violenza. Gli scontri si sarebbero verificati fra  soldati venezuelani e, secondo le dichiarazioni delle autorità di Caracas, gruppi militari irregolari colombiani, probabilmente delle FARC. A tal proposito, Caracas ha intrapreso un’offensiva, dichiarando successivamente di aver ucciso 3 combattenti e incarcerato altri 39. A causa delle tensioni, diversi cittadini venezuelani sono stati trasferiti al di là del confine con la Colombia. Inoltre, questo lunedì il Ministro della Difesa venezuelano, il Generale Padrino, ha annunciato l’istituzione di un corpo militare speciale per contrastare gruppi militari illegali e attività di traffico di droga.

Image Credits: Agora Magazine

Messico: soldato uccide migrante guatemalteco, la risposta del governo – 31 marzo

Image Credits: AFP

Le tensioni si sono intensificate anche al confine fra Messico e Guatemala, sotto la pressione dell’ingente flusso di migranti provenienti dal Centro America e diretti verso gli Stati Uniti. Il 29 marzo, infatti, un soldato messicano, collocato a un posto di blocco nello stato del Chiapas, nel Messico del Sud, ha ucciso un migrante guatemalteco. Secondo quanto dichiarato dalle autorità messicane, il militare avrebbe erroneamente sparato diversi colpi contro Elvin Mazariegos, per impedire un tentativo di fuga. In seguito, diversi soldati messicani sarebbero stati attaccati e alcuni anche trattenuti da cittadini guatemaltechi per ritorsione, per essere poi rilasciati in seguito a negoziazione. Il governo messicano ha garantito di provvedere al risarcimento per la famiglia della vittima e all’avvio delle indagini per l’individuazione dei responsabili.

Venezuela: bloccato il profilo Facebook di Maduro – 27 marzo

Sabato 27 marzo, la piattaforma social Facebook ha bloccato per 30 giorni la pagina del Presidente venezuelano Nicolas Maduro, per contrastare, in conformità con indicazioni dell’OMS,  la disinformazione sulla pandemia da COVID-19. Il Presidente, infatti, avrebbe parlato sul social dell’azione miracolosa anti-Covid del Carvativir, soluzione orale a base di timo. Dopo il blocco della pagina, non si è fatta attendere la risposta di Caracas, e, in particolare, del governo venezuelano, che ha definito il provvedimento intrapreso da Facebook  come un’azione di “totalitarimo digitale”.

Image Credits: AFP

AFRICA

Ancora stallo nelle negoziazioni per la Diga del Rinascimento – 8 aprile

Image Credits: REUTERS/Tiksa Negeri/File Photo

Le delegazioni di Egitto, Sudan e Etiopia si sono riunite a Kinshasa per trovare una soluzione all’impasse delle negoziazioni circa la Diga del Rinascimento. L’obiettivo dei tre Paesi, e, in particolare, di Egitto e Sudan, sarebbe quello di raggiungere un compromesso prima che l’Etiopia riempia la diga per il secondo anno consecutivo. I due Paesi, infatti, temono per il proprio approvvigionamento di acqua nel caso in cui si dovessero registrare fenomeni di siccità. Tuttavia, sebbene il Sudan, appoggiato dall’Egitto, avesse portato avanti una proposta volta ad includere mediatori internazionali nel dialogo, come USA, ONU e UE, l’Etiopia l’ha rigettata, ribadendo la sua intenzione di voler coinvolgere solamente l’Unione Africana. Anche questo round di negoziazioni si è dunque concluso con un nulla di fatto.  

Nuovi scontri in Darfur: 132 le vittime accertate – 8 aprile

Il Darfur occidentale, in Sudan, è stato teatro di nuovi scontri tra la tribù araba Rizeigat e il popolo Masalit. In particolare, i contrasti hanno avuto inizio il 5 aprile scorso in un campo profughi nella città di Geneina, capitale del Darfur occidentale, portando alla morte, dopo tre giorni di combattimenti, di almeno 132 persone. La situazione in Darfur, già sconvolto da una guerra civile tra il 2003 e il 2010, si era nuovamente deteriorata a partire dal 2019, anno del colpo di Stato contro Omar al-Bashir, fino ai più recenti scontri di gennaio 2021.   

Image Credits: AFP

Mozambico: peggiora l’emergenza umanitaria dopo gli attacchi di matrice islamista – 5 aprile

Image Credits: AFP

Dopo l’attacco di milizie affiliate allo Stato islamico, le autorità mozambicane hanno dichiarato che la città di Palma, Cabo Delgado, è nuovamente sicura. Tuttavia, discordanti sono le posizioni degli esperti, secondo cui il Governo di Maputo non sia ancora riuscito a riprendere il controllo della città. Alla precaria situazione securitaria si è aggiunta l’emergenza umanitaria, con più di 10.000 persone che sono riuscite ad arrivare a Pemba, capitale della provincia di Cabo Delgado, 250 km più a sud di Palma. In molti hanno tentato di attraversare il confine con la Tanzania, dove, tuttavia, sono stati respinti. Secondo le stime dell’UNHCR, dal 2017, anno in cui le violenze sono cominciate, 700.000 persone sono state costrette a lasciare l’area e a cercare rifugio altrove. 


MEDIO ORIENTE

Tensioni  Italia-Turchia: convocato l’ambasciatore italiano ad Ankara– 8 aprile

Crisi diplomatica fra Italia e Turchia a seguito delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa di questo giovedì. Il premier, commentando la vicenda “sofagate” e esprimendo il proprio dispiacere per l’umiliazione subita dalla Presidente della Commissione europea von der Leyen da parte del Presidente turco Erdogan, ha definito quest’ultimo “un dittatore”. Durissima la reazione di Ankara, che ha convocato l’ambasciatore italiano Massimo Gaiani, condannando le affermazioni del premier italiano e pretendendo che venissero ritirate. Il Ministro degli Affari Esteri italiano Luigi Di Maio, in un’intervista di questo giovedì sera in collegamento dal Mali, dove si trovava per una visita istituzionale, ha annunciato che avrebbe comunicato con Draghi e intrapreso tutte le iniziative necessarie del caso, senza dare anticipazioni.

Image Credits:  ANSA/FILIPPO ATTILI CHIGI PALACE PRESSS OFFICE 

Crisi politica in Giordania: le dichiarazioni del re Abdullah – 7 aprile

Image Credits: ANSA

La fine della recente e dolorosa crisi politica che ha riguardato la Giordania è stata ufficialmente annunciata dal re Abdullah. Il fratellastro e principe Hamzah era stato infatti recentemente accusato di sedizione e posto sotto arresto presso la propria abitazione, subito dopo aver dichiarato di essere stato minacciato da alcune forze di sicurezza e aver ricevuto l’ordine di abbandonare il palazzo.

Israele: incarico governo affidato a Netanyahu – 6 aprile

Di fronte al clima di incertezza politica mostrato dai risultati delle recenti elezioni, il Presidente d’Israele, Reuven Rivlin, ha offerto l’incarico di formare un governo di coalizione al premier Netanyahu, leader di Likud, primo partito israeliano, ma sprovvisto della maggioranza politica di 61 seggi. Netanyahu, che si trova, nel frattempo, ad affrontare un processo intentato contro di lui con l’accusa di corruzione, frode e abuso di potere, sarebbe comunque secondo il Presidente il candidato con maggiore probabilità di riuscire a formare un esecutivo.

Image Credits: AFP

ASIA-PACIFICO

Russia-Pakistan: rinnovato l’impegno per il processo di pace in Afghanistan – 7 aprile

Russia e Pakistan, nel corso di una vista del Ministro degli Affari Esteri russo Sergey Lavrov a Islamabad, hanno riaffermato il loro supporto per una transizione pacifica in Afghanistan. In particolare, le due parti hanno sottolineato l’intenzione di intensificare i loro sforzi al fine porre fine alla guerra civile nel Paese grazie ad un “dialogo costruttivo”. Inoltre, Lavrov ha rimarcato la vicinanza tra Russia e Pakistan nell’approccio alle dinamiche regionali. Nel corso della visita, in più, si è discusso di cooperazione militare, commercio e infrastrutture.

Image Credits: Russian Foreign Ministry\TASS via Getty Images

Bangladesh: proteste anti-Modi attraversano il Paese – 29 marzo

Image Credits: Munir Uz zaman / AFP

Il Bangladesh è stato attraversato da un’ondata di proteste in seguito alla visita del Presidente indiano Narendra Modi, accusato di fomentare l’odio nei confronti dei musulmani in India. Modi era in visita per celebrare i 50 anni dell’indipendenza del Bangladesh, Paese a maggioranza musulmana, con ben il 90% della popolazione professante l’Islam. Le manifestazioni sono presto sfociate in scontri violenti con le forze dell’ordine, che hanno portato alla morte di almeno 13 persone.  

Teheran-Pechino: firmato accordo di cooperazione – 27 marzo

Iran e Cina hanno firmato un accordo venticinquennale di cooperazione (Comprehensive Strategic Partnership), volto a rafforzare i legami politici ed economici tra i due Paesi. Sebbene i dettagli non siano stati resi noti, il trattato prevedrebbe collaborazione nei settori energetici di estrazione di petrolio e risorse minerarie, oltre che nella promozione dell’apparato industriale iraniano, nella cultura e nel turismo. Inoltre, sembrerebbe che l’accordo includa anche una ravvivata cooperazione nell’ambito del progetto cinese della Belt and Road Initiative. Nonostante l’accordo abbia assunto notevole rilevanza, soprattutto dopo le parole del Ministro per gli Affari Esteri cinese Wang, che aveva pesantemente criticato le sanzioni USA nei confronti dell’Iran, definendole “inspiegabili”, esso potrebbe costituire, da parte cinese, semplicemente un tentativo di riequilibrare la sua presenza in Medio Oriente

Image Credits: AP Photo/Ebrahim Noroozi

Angela Venditti

Nata a Foggia nel 1999, nutre un profondo interesse per le relazioni internazionali, la cooperazione allo sviluppo e la geopolitica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche nell’estate 2020, ed è attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Complice la partecipazione al progetto Erasmus all’Institut d’Études Politiques SciencesPo Paris, ha potuto approfondire tematiche legate al continente africano, diventato fonte di interessanti spunti e ricerche. È amante della letteratura francese e delle lingue, ed è grande appassionata di F1. View more articles.

Valeria Pia Soricelli

Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

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