Politica Estera in Pillole

Politica Estera in Pillole è la nuova rubrica settimanale di The Political Corner. Pensata per funzionare come una newsletter, la rubrica è curata da due autrici specializzate nelle relazioni internazionali che, ogni venerdì, presenteranno e analizzeranno i principali eventi di politica estera. In via straordinaria, questo primo numero può essere considerato come un doppio episodio, dato che vengono prese in considerazione le ultime due settimane. Buona lettura!

30 dicembre – 15 gennaio 2021


NORD AMERICA

Trump a rischio impeachment: il voto favorevole della Camera – 13 gennaio

Image Credits: The Indian Express.

Dopo lo storico assalto dei trumpiani a Capitol Hill, il rischio di impeachment si fa sempre più concreto per il soon-to-be ex Presidente repubblicano, l’unico nella storia ad essere sottoposto alla procedura di impeachment per ben due volte, la prima delle quali dopo la vicenda “Ucrainagate”. Il voto favorevole di 232 membri della Camera dei Rappresentanti trasferisce quindi il dibattito in Senato e costituisce anch’esso un record storico: con 10 voti favorevoli anche tra i Repubblicani, questa mozione di impeachment si registra come la più bipartisan della storia americana.

Inaugurazione presidenziale: rischio sicurezza a Washington – 11 gennaio

La cerimonia di insediamento del nuovo Presidente Biden, prevista per il 20 gennaio, desta preoccupazione, specialmente alla luce dei recenti episodi di violenza avvenuti a Capitol Hill. Per questo motivo, il Congresso è tuttora costantemente presidiato dalla Guardia Nazionale. Intanto, fa discutere la recente decisione del Segretario per la sicurezza interna Chad Wolfe, che ha presentato le proprie dimissioni a causa di recenti sentenze che metterebbero in discussione la sua idoneità al ruolo.

Image Credits: ANSA/EPA

L’Iran nuova base di Al Qaeda secondo Mike Pompeo – 12 gennaio

Image Credits: The New York Times.

Il Segretario di Stato dell’amministrazione Trump, Mike Pompeo, ha recentemente dichiarato che la Repubblica Islamica dell’Iran costituirebbe una base strategica per Al Qaeda, segretamente supportata dal governo di Teheran. Le affermazioni di Pompeo sono state successivamente smentite da altri funzionari statunitensi per la mancanza di prove dell’intelligence, nonché classificate come “bugie guerrafondaie” in un tweet del Ministro degli Esteri iraniano Zarif.


EUROPA

UE-Cina: l’accordo sugli investimenti procede – 30 dicembre

L’Unione Europea e la Cina hanno concluso un accordo “di principio” sugli investimenti (CAI), che dovrebbe favorire l’ingresso delle imprese europee nel mercato cinese. L’accordo riequilibrerebbe le possibilità di investimento, precedentemente difficoltose per le imprese UE, che faticavano ad accedere al mercato di Pechino. Il testo dell’accordo, per il quale le negoziazioni sono iniziate sette anni fa, dovrà essere finalizzato prima di passare per le procedure di firma e ratifica. Tuttavia, numerose sono le obiezioni alla conclusione dell’intesa, manifestate, tra l’altro, dal Parlamento Europeo. In due risoluzioni, infatti, ha condannato le condizioni di lavoro forzato a cui il governo cinese sottopone le minoranze, sottolineando come il CAI debba includere il pieno rispetto dei diritti umani e la sottoscrizione obbligatoria da parte della Cina di convenzioni internazionali contro il lavoro forzato e sui diritti umani. 

Image credits: EPA-EFE/JOHANNA GERON.

 

Italia: faglia nella maggioranza, Italia Viva apre la crisi di governo – 13 gennaio

Image credits: EPA/ETTORE FERRARI/POOL.

Nuova crisi di governo in Italia, innescata dalla decisione di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, di far dimettere gli esponenti del suo partito dalla compagine di governo. Italia Viva è uscita dall’esecutivo, facendo mancare voti fondamentali alla maggioranza in Senato. I pretesti per aprire la crisi sono state le divergenze circa il testo del Recovery Fund e l’utilizzo del MES. Mentre le opposizioni chiedono nuove elezioni, gli esponenti dei restanti partiti di maggioranza dichiarano il loro sostegno al Presidente del Consiglio Conte, facendo intendere di voler trovare in Parlamento una soluzione alla crisi. 

Bosnia-Erzegovina: condizioni ancora precarie per i migranti – 8 gennaio

Le autorità bosniache stanno provvedendo a sistemare i migranti in “tende riscaldate” temporanee nel campo di Lipa, distrutto da un incendio lo scorso 23 dicembre. Sarajevo aveva tentato in precedenza di spostare i migranti in un vecchio campo militare a Bradina, sud della Bosnia, accendendo le proteste della popolazione locale e costringendo la sospensione del trasferimento. L’UE ha destinato ulteriori 3,5 milioni di euro per l’emergenza, che si sommano agli 88 milioni già stanziati da Bruxelles per assistere la Bosnia nella “gestione” dei flussi migratori. Joseph Borrell ha inoltre sottolineato che Sarajevo, potenziale candidato alla membership UE, dovrà prendere misure urgenti per affrontare la grave situazione umanitaria, pena “severe conseguenze”. La Bosnia è tappa obbligata per i migranti che intraprendono la “rotta balcanica” tentando di raggiungere l’Unione Europea.

Image credits: EPA-EFE/FEHIM DEMIR.

SUD AMERICA

Cuba sponsor del terrorismo secondo gli USA – 11 gennaio

Image Credits: Jacquelyn Martin / POOL / AFP.

Il Segretario di Stato di Trump, Mike Pompeo, ha classificato Cuba tra gli sponsor del terrorismo internazionale per aver offerto ospitalità a fuggitivi degli Stati Uniti e leader criminali colombiani e supporto nel settore della sicurezza al Presidente venezuelano Maduro.

Venezuela: Guaidó non più capo dello Stato per l’UE, mentre Maduro torna in Parlamento – 13 gennaio

L’Unione Europea ha comunicato l’impossibilità di continuare a riconoscere Juan Guaidó come capo legittimo del Venezuela. Questa decisione ha fatto seguito alla perdita del controllo dell’Assemblea Nazionale da parte del leader dell’opposizione e il ritorno di Maduro in Parlamento dopo cinque anni, supportato dalla coalizione socialista di maggioranza. Guaidó continua a essere riconosciuto, invece, come capo dello Stato legittimo da USA e Regno Unito.

Image Credits: EPA/Miraflores Press.

L’ex Presidente del Perù Fujimori processato per sterilizzazioni forzate – 11 gennaio

Image Credits: ANSA/EPA/ERNESTO ARIAS.

È stato avviato il processo dell’ex Presidente peruviano Alberto Fujimori per la campagna di sterilizzazioni forzate condotta alla fine degli anni ’90, che ha coinvolto migliaia di donne indigene. Durante il processo, temporaneamente sospeso per l’assenza di traduzione delle dichiarazioni dei testimoni, verranno analizzati i capi di accusa presentati contro Fujimori, tra cui quello di “crimini contro l’umanità”.



AFRICA

Lanciata l’area di libero scambio più grande del mondo – 1 gennaio

Il 1° gennaio 2021 è stata lanciata l’area continentale africana di libero scambio (AfCFTA), dopo 6 mesi di ritardo causa Covid-19. Ad aver firmato l’accordo, sul tavolo già dal 2018, 54 dei 55 Paesi dell’Unione Africana – unica a mancare l’Eritrea –, 34 dei quali hanno anche ratificato l’intesa. Nonostante l’iniziale opposizione delle Nigeria, la maggiore economia del continente, che temeva un peggioramento della sua situazione economica dopo l’apertura al mercato libero, il progetto ha in seguito ottenuto il via libera dall’intero continente. L’AfCFTA, che ha il potenziale di aumentare il commercio intra-africano di oltre il 50%, secondo le previsioni della Banca Mondiale, potrebbe, entro il 2035, sollevare milioni di persone dalla povertà. I prossimi passi nell’implementazione dell’accordo consistono nell’eliminazione di tutte le tariffe doganali tra gli Stati africani e nella creazione di infrastrutture adeguate a facilitare il libero commercio. 

Image credits: African Union.

Diga del Rinascimento: ancora tensioni – 12 gennaio

Image credits: The Economist.

Raggiunto un nuovo impasse nel negoziato trilaterale Etiopia-Sudan-Egitto riguardo la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), a seguito della dichiarazione etiope di voler riempiere la cisterna della diga per il secondo anno consecutivo. Sudan e, soprattutto, Egitto, che riceve più del 90% di acqua potabile dal Nilo, vorrebbero concordare un piano d’azione comune nel caso di episodi di siccità, durante i quali l’Etiopia dovrebbe garantire un maggiore afflusso di acqua a valle. Inoltre, il Sudan ha sollevato la questione della Diga di Roseires, in territorio sudanese, che si trova a circa 100 km a valle della Diga del Rinascimento, il cui funzionamento potrebbe essere compromesso dal progetto etiope. 

Elezioni in Uganda: violenze e blocco di Internet – 12 gennaio

Dopo una campagna elettorale marcata dai numerosi arresti ai danni del candidato dell’opposizione Bobi Wine e da violenti scontri tra forze di polizia e popolazione civile, l’Uganda va alle urne. A contendersi il mandato presidenziale Yoweri Museveni, che corre per il sesto mandato dopo 34 anni al potere, e l’outsider Bobi Wine, che da mesi denuncia l’operato di Museveni e le sue tendenze autoritarie. In vista delle elezioni, e in seguito alla chiusura da parte di Facebook di numerosi account di funzionari governativi sostenitori di Museveni, le autorità ugandesi hanno ordinato ai fornitori di servizi Internet di bloccare i social media e le app di messaggistica.  

Image credits: EPA-EFE/STR.

MEDIO ORIENTE

Distensione Qatar-GCC ed Egitto – 4 gennaio

Image Credits: Government Communication Office, Qatar.

Il patto solidarity and stabilityarriva a tre anni dall’embargo imposto dai Paesi arabi del GCC (Consiglio di Cooperazione del Golfo) e dall’Egitto al Qatar, accusato di supportare gruppi terroristici e di un eccessivo avvicinamento all’Iran. Tale accordo sancisce la normalizzazione dei rapporti diplomatici tra i Paesi e la ripresa di comunicazioni e connessioni via mare, terra e aria.

L’Iran porta l’arricchimento dell’uranio al 20% – 4 gennaio

Come annunciato da un portavoce del governo di Teheran, l’Iran ha cominciato a produrre uranio arricchito al 20% nella centrale di Fordow, discostandosi di molto dalla soglia massima del 3,67% stabilita nell’Accordo sul nucleare del 2015. Sono seguite immediatamente le condanne dell’Unione Europea e di Israele, con quest’ultimo deciso a impedire in qualsiasi modo che l’Iran arrivi a sviluppare un programma nucleare a scopo militare.

Image Credits: ANSA/EPA.

Trump classifica gli Houthi come terroristi – 11 gennaio

Image Credits: MOHAMMED HUWAIS/AFP via Getty Images.

Quasi alla fine del proprio mandato, l’amministrazione Trump ha comunicato la propria intenzione di classificare gli Houthi, il gruppo armato anti-governativo dello Yemen, come terroristi. Tali dichiarazioni hanno destato preoccupazione non solo per il futuro dei rapporti diplomatici tra gli USA e i Paesi dell’area, ma anche per un possibile peggioramento di quella che è stata già definita come “la peggior crisi umanitaria degli ultimi trent’anni”.


ASIA PACIFICO

Pyongyang: Kim Jong Un non rinuncia al nucleare – 8 gennaio

Durante il Congresso del Partito dei Lavoratori, il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato di voler migliorare ulteriormente le capacità nucleari del Paese, tramite la progettazione di missili balistici intercontinentali più efficaci. Ha, inoltre, sottolineato che la Corea del Nord continuerà a sviluppare il suo potenziale nucleare se gli Stati Uniti non dovessero allentare le sanzioni economiche. In merito alle relazioni inter-coreane, Kim Jong Un le ha definite “sull’orlo del disastro”, accusando Seul di aver continuato a potenziare le sue attrezzature militari e di condurre esercitazioni congiunte con gli USA. 

Image credits:  Korean Central News Agency/Korea News Service. 

 

Elezioni in Asia centrale: Kirghizistan e Kazakistan alle urne – 10 gennaio

Sadyr Japarov, nuovo Presidente del Kirghizistan.
Image credits: REUTERS/Vladimir Pirogov.
Seggio elettorale in Kazakistan durante le elezioni parlamentari del 10 gennaio.
Image credits: EPA-EFE/RADMIR HAHRUTDINOV.

Il 10 gennaio scorso, si sono svolte le elezioni presidenziali in Kirghizistan e parlamentari in Kazakistan. Nel primo caso, ad essere eletto è stato il populista Sadyr Japarov, che si è aggiudicato più dell’80% dei voti. Lo stesso giorno, inoltre, gli elettori kirghizi hanno votato anche per un referendum sulla forma di governo del Paese, accettando una riforma in chiave presidenziale. In Kazakistan, il partito al potere Nur Otan si è aggiudicato il 71% dei voti, confermando il suo status di partito dominante. In entrambi i Paesi, gli osservatori dell’OSCE hanno tuttavia denunciato una mancanza di competizione democratica. 

Tensioni Seul-Teheran: delegazione sudcoreana in Iran – 11 gennaio

Dopo il sequestro da parte delle autorità iraniane di una nave chemichiera battente bandiera sudcoreana che transitava nello stretto di Hormuz sulla base di presunte violazioni di norme anti-inquinamento, una delegazione della Corea del Sud si è recata a Teheran per risolvere la questione. Lì, il ministro degli esteri iraniano ha chiesto l’accesso ai 7 miliardi di dollari iraniani correntemente congelati nelle banche sudcoreane a causa delle sanzioni USA nei confronti dell’Iran. Tuttavia, Teheran ha negato qualsiasi collegamento tra il sequestro e lo scongelamento dei fondi.  

Il viceministro degli Esteri coreano Choi Jong-kun e il viceministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Image credits: Iranian Foreign Ministry / AFP.

 

About the Authors


Valeria Pia Soricelli

Nata a Benevento nel 1998, è appassionata di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare interesse verso il Medio Oriente. Ha conseguito il diploma di maturità classica e la laurea triennale in Scienze Politiche. Attualmente è studentessa del corso magistrale in International Relations presso la LUISS Guido Carli e sta svolgendo il tirocinio nella sezione Relazioni Bilaterali dell’Ambasciata Britannica di Roma. Ha inoltre partecipato al programma Erasmus+ presso l’Institut d’études politiques Sciences Po Paris. Da includere tra le sue varie passioni anche la musica rock, il canto e il cinema francese. View more articles. 

 

Angela Venditti

Nata a Foggia nel 1999, nutre un profondo interesse per le relazioni internazionali, la cooperazione allo sviluppo e la geopolitica. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche nell’estate 2020, ed è attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Complice la partecipazione al progetto Erasmus all’Institut d’Études Politiques SciencesPo Paris, ha potuto approfondire tematiche legate al continente africano, diventato fonte di interessanti spunti e ricerche. È amante della letteratura francese e delle lingue, ed è grande appassionata di F1. View more articles.

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