Mutui Agevolati Per I Giovani: Cosa C’è Da Sapere?

A seguito della pandemia, l’attuale Governo italiano presieduto da Mario Draghi ha cercato di orientare parte delle risorse messe in campo verso i giovani. In particolare, all’interno dei Decreto Sostegni bis è stata introdotta una agevolazione fiscale per tutti i giovani sotto i 36 anni che desiderano acquistare la loro prima casa. È, quindi, possibile richiedere un mutuo per l’acquisto della prima casa con la garanzia statale dell’80% sulla quota capitale grazie al Fondo gestito da Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici). Il finanziamento, però, non può superare i 250mila euro e l’immobile da acquistare, che deve essere adibito ad abitazione principale, non deve appartenere alle categorie catastali di un’abitazione di lusso, di una villa, di un palazzo o di un castello. Per ottenere queste agevolazioni si deve compilare un apposito modulo; inoltre, il mutuo deve essere stipulato nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022 e, cosa più importante di cui tener conto, il reddito ISEE del richiedente non deve superare la soglia dei 40.000 euro annui.  

Uno sguardo ai dati 

Secondo Alessio Santarelli – direttore generale della divisione broking del gruppo MutuiOnline – questo «nuovo strumento voluto da Draghi darà impulso al mercato dei mutui, offrendo comunque soluzioni che prima non c’erano soprattutto per categorie storicamente deboli». L’incertezza economica del Paese ha storicamente reso difficile per i giovani richiedere ed ottenere dei mutui, in quanto essi non rispetterebbero determinati criteri di garanzia richiesti dalle banche. Guardando i dati forniti da Santarelli stesso (riduzione della richiesta di mutui dal 37.9% nel 2011 al 28.9% nel 2021) è evidente come i giovani italiani desiderino sempre di più acquistare una casa, ma è ancora più lampante la difficoltà per gli stessi di accedere al mercato immobiliare se non facendo esclusivamente ricorso ai propri risparmi.  

Questo Fondo di garanzia per la prima casa, ridenominato in breve “Fondo prima casa”, era già stato istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la legge di stabilità del 2014 ed è stato rifinanziato dall’attuale Governo con il Decreto Legge n.73 del 25 maggio 2021 riguardante misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali. I dati registrati da Consap successivamente al 2014 fanno ben sperare, visto che con un ammontare pari a 200 milioni di euro le richieste ricevute furono oltre 170 mila; adesso che l’ammontare stanziato è pari a 290 milioni di euro per l’anno 2021 e di 250 milioni di euro per l’anno 2022 ci si aspetta una domanda sempre più elevata. 

Mutui del genere, per cui non è richiesto un esborso iniziale, sono molto costosi per le banche, perché per poterli erogare devono assorbire una quantità più elevata di capitale e allo stesso tempo richiedere la cosiddetta “assicurazione ipotecaria”. Con la garanzia statale, però, le banche e tutti i soggetti finanziatori non potranno più chiedere ulteriori garanzie non assicurative ai giovani futuri mutuatari. Il fondo, perciò, dà un forte stimolo a questo segmento di mercato che, a causa degli eccessivi costi e delle innumerevoli complessità, non ha mai effettivamente preso quota.

Rischio: non inclusività

Il tetto dell’ISEE fissato a 40.000 euro annui non renderebbe il bonus abbastanza inclusivo, in quanto esso limita la platea dei beneficiari. È bene ricordare, infatti, che il reddito ISEE è calcolato sulla base del nucleo familiare, che tiene conto sia della famiglia anagrafica che dei soggetti fiscalmente a carico anche se non sono conviventi. Perciò, un giovane 28enne che, pur vivendo autonomamente in affitto in un altro domicilio, ha mantenuto la residenza presso l’abitazione dei suoi genitori, risulta per legge a carico dei genitori e il suo reddito ISEE terrà conto del patrimonio mobile e immobile di tutti i componenti della famiglia. 

Paradossalmente, nonostante il giovane in questione si trovi in una situazione lavorativa precaria e abbia un reddito da lavoro molto modesto potrebbe essere escluso da questa agevolazione a causa del computo dei redditi della propria famiglia. Oggi, molti giovani che non hanno ancora compiuto i 36 anni e che sono neoassunti, o comunque hanno un reddito che spesso non supera i 25.000 euro annui, superano facilmente la soglia ISEE perché o vivono ancora con la famiglia o semplicemente hanno la residenza presso la loro casa d’origine. In questo scenario, le coppie coniugate (con uno dei due coniugi sotto i 36 anni) e le famiglie monogenitoriali con figli minori a carico sono le più avvantaggiate. A queste categorie poi si affiancano anche le coppie conviventi da almeno 2 anni, in cui almeno uno dei richiedenti non abbia compiuto 36 anni; i giovani che non abbiano compiuto 36 anni e conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, o comunque denominati. 

Come evitare la trappola dell’ISEE

L’unico modo per sfuggire a questo ostacolo è cambiare la residenza del richiedente del mutuo. In questo modo il soggetto X che si stacca dal proprio nucleo familiare per crearne uno “nuovo” non risulterebbe più un figlio/a a carico dei genitori i cui redditi “pesano” nel calcolo dell’ISEE. Questo cambio di residenza permetterebbe, quindi, di non superare la soglia dei 40.000 euro annui. Bisogna comunque tener conto delle tempistiche: grazie al Decreto Semplificazioni approvato lo scorso 28 maggio, le tempistiche necessarie sono state ridotte, perciò il cambio di residenza si considera legalmente efficace dal giorno stesso della richiesta in Comune. Il tutto comunque si conclude in circa un mese e mezzo durante il quale si procede con vari controlli da parte delle autorità competenti.

Con il tempo si valuterà l’efficacia reale di questa misura, ma già da ora è possibile affermare che, nonostante il problema della soglia ISEE, il Governo Draghi sta cercando di utilizzare al meglio tutte le risorse economiche e monetarie generate. La casa è il bene immobile per eccellenza e ha un ruolo chiave anche nell’incentivare i giovani a creare una propria famiglia: si punta, così, al lungo periodo, al futuro dell’Italia e al rendere i giovani sempre più indipendenti e intraprendenti.

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Silvia Foti

Nata a Reggio Calabria nel 1999, è una grande appassionata delle tematiche relative all’economia e alla finanza. Dopo una laurea triennale in Scienze Politiche, attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Governo, Amministrazione e Politica presso l’università LUISS Guido Carli. Ha svolto varie attività di volontariato nel corso degli anni e nell’estate 2019 ha potuto prendere parte a un progetto di volontariato svolto in collaborazione con Croce Rossa Italiana. Tra le sue varie passioni anche l’arte, le lingue straniere e il nuoto. View more articles

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