Agenzie Di Rating, L’Enorme Potere Delle “Tre Sorelle”

Nel giorno in cui Moody’s ha tagliato le stime di crescita del PIL italiano per il 2021, passando da un +5,6% a un +3,7%, lo spread tra Btp e Bund è tornato a sfiorare i 100 punti, con il rendimento del decennale italiano risalito oltre lo 0,7%, dopo aver toccato i minimi storici con l’insediamento del governo Draghi. In attesa del “voto” sul rating in senso stretto, questo aumento è scintilla, non fiamma, ma testimonia una volta di più la centralità dei giudizi delle agenzie di rating sui destini economico-finanziari degli Stati.

Chi sono

Le più importanti agenzie di rating sono tutte statunitensi e hanno sede a New York: Standard & Poor’s, Fitch e Moody’s. Sebbene altre agenzie, come la canadese Dbrs o la cinese Dagong, stiano cercando di emergere, le “tre sorelle” emettono ancora oggi oltre il 95% delle valutazioni di merito di credito. Fondate tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, hanno acquisito un ruolo sempre crescente a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, fino a diventare centrali nel ruolo di analisti di prim’ordine della salute economica degli Stati.

Cosa fanno

Le agenzie di rating hanno il compito di valutare il merito di credito di Stati, istituzioni o aziende che emettono titoli. Il giudizio espresso indica la solidità finanziaria e la solvibilità dell’emittente in relazione all’affidabilità sulla restituzione del denaro preso a prestito ed è elaborato sulla base dei bilanci e dei fondamentali economico-finanziari. La scala di giudizio universale va da una “tripla A” (AAA), che indica il minimo livello di rischio e la probabilità quasi certa che la società o lo Stato ripaghi il proprio debito, fino ad arrivare a una D in caso di default e dunque di insolvenza rispetto al debito. Per avere un chiaro riferimento, nell’Unione Europea il voto più alto in pagella è riservato alla Germania e ai Paesi del Nord. Il confine da non oltrepassare è il giudizio BB, sotto il quale si finisce nel pericoloso “non investment grade”, in cui i titoli obbligazionari divengono “junk”, ovvero spazzatura. Il giudizio viene generalmente accompagnato da una previsione sull’outlook, dunque la “direzione” verso cui il rating si rivolge in un periodo che va dai 6 mesi ai 2 anni successivi.

Perché il giudizio è cruciale

La valutazione emessa dalle agenzie di rating influenza e determina alcune variabili economico-finanziarie, tra cui lo spread, in quanto concorre a determinare il costo del prestito e funge da parametro di affidabilità per gli investimenti. I giudizi sono emessi sempre su richiesta; se è vero che le società e gli Stati non sono in alcun modo obbligati a ricorrervi, è altrettanto vero che la mancanza di valutazioni può risultare penalizzante perché considerata dagli investitori indice di maggior rischio. L’Italia, nel corso degli ultimi vent’anni, ha subìto un tracollo della propria valutazione, passando da una “doppia A” ad una “tripla B” appena al di sopra della soglia di rating speculativo. In periodi di grave recessione gli Stati già pesantemente indebitati, come l’Italia, rischiano uno scivolamento sotto la soglia di investimento speculativo che li spingerebbe in un buco nero finanziario da cui è quasi impossibile venire fuori; aumento dello spread, quindi del costo del denaro preso a prestito, e difficoltà nel reperire lo stesso denaro sui mercati finanziari, con affaticamento crescente sulle finanze pubbliche già enormemente provate.

Nell’anno nero del Covid-19 ci ha pensato il paracadute della Banca Centrale Europea a salvaguardare i destini dell’Italia e a far sì che le “tre sorelle” mantenessero invariato il rating nostrano. La stessa Moody’s, nell’ultimo rapporto sulle economie del G20, ha sottolineato come Mario Draghi sia garanzia di spesa efficiente dei fondi del Recovery Fund. La speranza è che si generi una spinta propulsiva importante per l’economia nazionale con un tasso di crescita sostenuto, che consenta di ridurre il rapporto debito/PIL nel medio termine e di tornare in territori distanti dall’area di investimento speculativo.

(Featured Image Credits: Finance CuE)

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Alessandro Cinque

Nato a Roma nel 1996, sono un grande appassionato di materie storico-politiche oltre che amante dello sport. Per questa ragione ho deciso di iscrivermi al Master in Sport Management presso la 24Ore Business School. Ho trascorso i cinque anni della mia carriera universitaria presso la Luiss “Guido Carli” dove ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e la laurea magistrale in Governo e Politiche – Istituzioni e Politiche. Nel 2020 ho iniziato a lavorare come “Customer Service Assistant” tirocinante presso una società di servizi informatici di Roma la quale ha successivamente deciso di inserirmi a tempo pieno nell’organico aziendale.View more articles. 

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