L’Antitrust Italiano Avvia Un’Istruttoria Contro Google Per Abuso Di Posizione Dominante

È di poche settimane fa la notizia secondo cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti del colosso informatico Google per abuso di posizione dominante. Secondo l’Antitrust italiano, Google avrebbe violato l’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) riguardante l’uso e la disponibilità di dati per l’elaborazione delle campagne pubblicitarie di display advertising, ossia lo spazio che editori e proprietari di siti internet rendono disponibile per la diffusione in rete di contenuti pubblicitari. Google avrebbe quindi intensificato la sua posizione dominante nella filiera digitale, finendo per usare in maniera discriminatoria la grande quantità di dati ottenuta per mezzo delle sue numerose applicazioni e impedendo ai concorrenti di poter competere senza anomale restrizioni nel mercato della pubblicità online.

Oltre al fatto che Google si sarebbe rifiutato di mettere a disposizione le chiavi di decriptazione del suo ID, esso si sarebbe anche servito di elementi traccianti che gli avrebbero permesso di realizzare servizi di intermediazione pubblicitaria capaci di effettuare una così ampia targhetizzazione di clienti che diversi concorrenti non sarebbero in grado di attuare. Pertanto, si può ipotizzare che tutto ciò sia collegato a precise strategie di marketing, che però non nascondono notevoli complessità. Grazie, infatti, a cookies o pop-up che appaiono durante la navigazione in rete, è possibile conoscere i più frequenti comportamenti d’acquisto degli utenti e così orientare le successive campagne pubblicitarie verso i contenuti di maggiore interesse. E non va poi dimenticato che, ad esempio, per mezzo del sistema operativo mobile Android, installato su tantissimi smartphone Samsung o Huawei, Google dispone di numerose possibilità di ricostruire in maniera accurata le caratteristiche delle persone a cui rivolgere il proprio advertising.

Google si è comunque difeso dall’istruttoria dell’Autorità Garante, dichiarando che «La pubblicità digitale aiuta le aziende a trovare clienti e supporta i siti web e i produttori di contenuti che le persone conoscono e apprezzano. I cambiamenti oggetto dell’indagine sono in parte misure per proteggere la privacy delle persone e rispondere ai requisiti del Gdpr. Continueremo a lavorare in modo costruttivo con le autorità italiane su questi aspetti importanti, in modo che tutti possano ottenere il massimo dall’uso di Internet».

Tuttavia, l’Antitrust è convinta che il comportamento di Google, in termini di funzionamento della concorrenza nei vari mercati del digital advertising, abbia provocato conseguenze considerevoli ai danni di consumatori e competitors. L’allarme è quindi posto sul pericolo di una mancanza di concorrenza, che potrebbe portare ad una pericolosa riduzione della qualità e del rinnovamento di tanti contenuti, prodotti e servizi, che si interfacciano con clienti di un mondo sempre più informatizzato e interconnesso.

(Featured Image Credits: Libero Tecnologia)

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Matteo Di Mario

Classe 1998, originario di Rieti. Dopo la maturità classica conseguita nel 2017, nel luglio 2020 si è laureato in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove attualmente sta svolgendo la specializzazione in Marketing.
Collabora con “Il Messaggero” dal 2016 e ha una grande passione per tutto ciò che ruota intorno alla comunicazione. È infatti anche addetto stampa e responsabile della comunicazione del Gruppo FAI Rieti, speaker radiofonico presso MEP Radio Organizzazione e Radioluiss e responsabile attualità, diritto ed economia del giornale universitario “Globe Trotter”. Tra gennaio e aprile 2020 ha poi svolto uno stage presso l’Ufficio Stampa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Non sa stare senza musica, ed è attratto dalla fotografia e dalle tecnologie digitali. View more articles

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