Elezioni Amministrative: Crolla Il “Populismo” Ma Anche L’Affluenza. Governo Draghi A Rischio?

Nel centrodestra Salvini è in difficoltà, Fratelli D’Italia regge ma non stravince. A sinistra, Letta può gioire per la ritrovata, anche se probabilmente temporanea, centralità del PD ma l’alleato di governo – il Movimento 5 Stelle – è a rischio estinzione. Nel frattempo, iniziano ad emergere nuove tensioni nell’esecutivo: Draghi prosegue ma attenzione ai mal di pancia leghisti. In tutto questo, il bilancio sull’affluenza per le elezioni comunali è marcatamente negativo. La grande sfiducia dei cittadini nei confronti della politica si fa sempre più evidente.

Il Pd di Letta sorride, il M5S di Conte collassa

A fronte di un risultato complessivo largamente atteso – con la vittoria del centrosinistra a Milano, Napoli e Bologna e il ballottaggio fra le due coalizioni principali a Roma e Torino – il voto amministrativo ci consegna un quadro profondamente mutato per quanto concerne gli equilibri fra le principali forze politiche. Il Pd è indiscutibilmente il vincitore di queste elezioni, d’altronde riesce a imporsi al primo turno in molte città e a Roma e Torino ha buone possibilità di farcela al secondo turno. Il partito di Letta – prima forza politica a Milano, Torino, Bologna e Napoli – ben cosciente del risultato ottenuto avrà la possibilità di consolidare il progetto di allargamento al M5S oppure di ricercare un’apertura a quei soggetti centristi che potrebbero essere interessati ad una qualche forma di collaborazione (in primis Calenda). Tuttavia, è doveroso notare che il Pd non è primo partito a Roma, tra le grandi città, dove, alle spalle della lista Calenda, FdI con il 17,4% supera il 16,4% dei democratici. Dall’altra parte, il Movimento fondato da Grillo, nonostante l’impegno di Giuseppe Conte in campagna elettorale, continua il suo trend di declino nelle urne. Anche con la nuova leadership dell’avvocato del popolo, il M5S certifica ancora una volta la sua scarsa competitività a livello locale, non confermando nessun sindaco uscente e non aggiudicandosi nemmeno l’accesso al ballottaggio con i propri candidati. Al momento, il M5S rappresenta il junior partner per il PD con un forte radicamento nel Sud.

 FdI punta alla leadership della coalizione mentre la Lega è in difficoltà

Il partito della Meloni è certamente l’altra grande forza politica che può sorridere in virtù di questo risultato. Oltre al successo romano, Fratelli d’Italia avanza dappertutto e si impone per la prima volta come lista più votata del centrodestra. Nonostante l’ultimo periodo di campagna elettorale sia stato alquanto duro per FdI (ci si riferisce all’inchiesta di Fanpage sul finanziamento illecito della campagna elettorale milanese di Fratelli d’Italia che ha visto coinvolto il capo delegazione al Parlamento europeo Carlo Fidanza), il partito della Meloni può essere considerato, insieme al Pd, unica forza politica a non diminuire il proprio consenso ma, anzi, a rafforzarlo ulteriormente. In casa Lega, invece, le cose si complicano: le accuse nei confronti dell’ex capo della comunicazione di Salvini, Luca Morisi, nell’ambito dell’indagine per cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, hanno inciso negativamente sul gradimento del partito, il quale già da molti mesi mostra una tendenza sempre più calante di consensi. 

Crollo dell’affluenza

Rispetto alle ultime elezioni comunali, emerge con forza il dato estremamente negativo dell’affluenza: con un tasso di partecipazione al voto del 54,7%, viene registrato un calo di quasi sette punti percentuali rispetto alle amministrative di cinque anni fa (61,6%).  Mettendo a confronto le politiche del 2008 con le comunali del 2011 vi erano 10 punti di differenza, confrontando le politiche del 2018 con le ultime comunali la differenza è di 18 punti. Un aumento marcato anche se va detto che in mezzo c’è stata la pandemia, che qualche effetto l’ha sicuramente prodotto. Ma, pandemia a parte, però, si può dire che le elezioni comunali – che, in una fase della politica italiana che appare ormai lontana, sembravano al centro del confronto e avevano effetti cruciali nel modificare gli scenari politici – oggi sembrano attrarre scarsa attenzione da parte degli elettori: la partecipazione sembra ormai non molto lontana da quella delle elezioni europee, tradizionalmente poco considerate dall’elettorato. Inoltre, in queste comunali le differenze di affluenza tra Nord e Sud si annullano: il calo nella parte settentrionale del Paese è molto più marcato. La spiegazione di questa anomalia della partecipazione deve probabilmente essere cercata nel peso della personalizzazione dei consensi, tradizionalmente più presente nelle regioni meridionali.

Ripercussioni sull’esecutivo

«Il risultato delle elezioni non ha indebolito il governo, ma non so neppure se l’abbia rafforzato». È questo il primo commento di Mario Draghi a seguito del risultato delle elezioni. Dopo il voto il governo è più stabile o rischia? Rispondere non è facile: lo stesso Presidente del Consiglio non è stato in grado di farlo con convinzione. Anche se le sue parole, raffreddando l’entusiasmo di Enrico Letta circa l’effetto positivo della vittoria del Pd sul governo, hanno avuto una leggera inflessione pessimistica. In questo clima la salute del governo Draghi è quantomeno sotto stress ma, probabilmente, questo voto avrà un impatto solo sugli equilibri interni dei partiti – e delle coalizioni – e non sul governo in sé. Ma la sconfitta in questa tornata elettorale porterà quasi sicuramente Salvini a far pesare di più la presenza della Lega al governo su certi temi, come immigrazione, tasse e pensioni. 

Quelle amministrative certo sono elezioni locali. La politica nazionale e l’azione di governo sono un’altra cosa. Ma tra le une e le altre c’è sempre un nesso: specie nell’attuale contesto. Dopo le amministrative, infatti, proprio per il loro esito circa i nuovi rapporti di forza tra i partiti politici, un dato appare chiaro: il governo Draghi si avvia a un destino più incerto di quanto non fosse prima del voto. 

(Featured Image Credits: Today)

About the Author


Luca Cupelli

Nato a Cosenza nel 1998, è appassionato di storia risorgimentale, politica italiana e relazioni internazionali. Dopo una laurea triennale in scienze politiche, attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Governo, Amministrazione e Politica presso l’università LUISS Guido Carli di Roma. Nel 2019 ha lavorato come analista politico tirocinante presso l’Ambasciata degli Stati Uniti. È un grande fan della musica anni ’80 e delle serie tv americane. View more articles

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