Elon Ma Cosa Combini?

L’8 febbraio scorso, Elon Musk, cofondatore e CEO di Tesla, ha annunciato, attraverso un tweet, che Tesla avrebbe accettato pagamenti in BTC. Inoltre, ha contemporaneamente comunicato alla Sec lo spostamento di $1,5 mld di liquidità societaria in BTC. Un “annuncio-bomba” che ha creato non poco scalpore, sia tra le fila dei sostenitori del mondo cripto che tra i suoi detrattori. Il tweet di Musk ha portato sull’asset bitcoin un hype a dir poco clamoroso, facendo registrare un balzo in avanti di $8k in 24h (da $38k a $46K). Tuttavia, Musk non è nuovo a tweet del genere: è un tipo che parla molto alla “pancia della gente” e molto poco alla testa.

Due settimane prima di aver pubblicato il già citato tweet, aveva espresso un certo interesse nei confronti di bitcoin mettendo come bio del suo profilo Twitter l’hashtag “#Bitcoin”. Anche questo gesto aveva scatenato un effetto domino, portando il prezzo di BTC ad impennare del 20%.

Bio del profilo Twitter di Elon Musk

La predilezione di Musk non è, però, per bitcoin, bensì è da diverso tempo, e da diversi tweet, che il CEO di Tesla ha mostrato un grande supporto alla criptovaluta Dogecoin (DOGE). La valuta digitale, avente come simbolo il meme Shiba Inu, nacque sostanzialmente per scherzo, senza alcun progetto alla base e senza porsi alcun fine. È grazie ad un tweet di Musk che lo scorso mese DOGE registrò in 24h un guadagno di oltre il 65%, arrivando così nella top 10 delle criptovalute più capitalizzate. Come accennato prima, però, Musk è un ottimo “incantatore di serpenti”, un comunicatore che parla alla “pancia della gente”. Non a caso il 13 maggio, tramite il suo ormai collaudato mezzo di comunicazione (Twitter), Musk ha dato l’annuncio che Tesla non avrebbe più accetto pagamenti in bitcoin per via dell’eccessivo dispendio energetico che l’infrastruttura Bitcoin compie, la quale graverebbe (a suo dire) sull’ambiente.

Tweet di Elon Musk del 13 maggio

A seguito del dietrofront clamoroso di Musk, bitcoin ha registrato un crollo massivo, che ha portato il costo per singolo token da quasi $60k a contrarsi di quasi il 50%. Il prezzo si è però subito corretto rimbalzando sul minimo di $30,400 ed assestandosi alle soglie dei $40k. Ciò su cui, però, si discute non è la volatilità di bitcoin – perché questo è noto anche ai meno esperti – ma la coerenza e la stabilità nell’esporsi di Elon Musk. Infatti, si è discusso molto sulle parole e le azioni di Musk, perché è di dominio pubblico il fatto che né la produzione di batterie al litio né il lancio dei razzi nello spazio facciano del bene all’ambiente. In virtù di ciò, Galaxy Digital ha condotto un’analisi sui consumi energetici delle più grandi forme d’investimento, dal quale studio è scaturito che il sistema bancario consuma il doppio di quanto consumi il sistema Bitcoin, così come l’estrazione dell’oro arrivi quasi ad eguagliare i consumi del sistema bancario tradizionale.

Consumi energetici annuali. Fonte: Galaxy Digital

Nella stima di Galaxy Digital, il consumo di energia per gli istituti finanziari è stato calcolato sulla base dei consumi delle sedi bancarie, degli ATM, dei data center e della rete network delle carte di credito/debito. Ma giusto sarebbe anche conteggiare, assieme a tutto ciò, i consumi delle persone che si recano presso le banche, che siano correntisti oppure uomini e donne che lavorano presso queste strutture. Questi usano mezzi pubblici e/o privati che per la maggiore consumano petrolio. Invece, nel caso in cui bitcoin fosse il sistema monetario più diffuso, non ci sarebbe alcun bisogno di tutta questa struttura, facendo così risparmiare miliardi di dollari ed una quantità indefinita di carburanti fossili. Ecco dunque che il polverone alzato da Musk si rivela solo un problema-non problema, un qualcosa di inesistente che fa tanto pensare ad una mossa ben studiata per meglio entrare nel mercato (con prezzi nettamente più vantaggiosi).

(Featured Image Credits: Cointelegraph)

Francesco Iannucci

Nato a Cosenza nel 2000, seppur sia nato nel mondo dell’edilizia ed ivi perseveri grazie agli studi di Ingegneria edile architettura, è un appassionato di mercati finanziari ed in special modo di blockchain e criptovalute. Dal 2017 al 2018 ha partecipato come deputato capogruppo al parlamento giovanile italiano presentando due disegni di legge. È un grande appassionato di sport: cestista per dieci anni e tennista amatoriale. View more articles

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